Sinner guida la protesta dei tennisti a Wimbledon

126
Sport tennis
Sport tennis

La protesta dei tennisti contro gli organizzatori degli Slam proseguirà a Wimbledon. I giocatori più importanti del circuito, rappresentati da Larry Scott, hanno annunciato la riduzione a 15 minuti dei loro impegni con i media nella prima settimana del torneo, replicando l’iniziativa già vista al Roland Garros.

La scelta di 15 minuti non è casuale, poiché simboleggia la percentuale media dei ricavi degli Slam che viene attualmente destinata ai montepremi. Figure di spicco come Jannik Sinner e Aryna Sabalenka guidano una battaglia avviata lo scorso anno per ottenere un significativo adeguamento di questa quota.

L’obiettivo fissato dai tennisti è portare la percentuale al 22% entro il 2030, allineandola a quella già in vigore nei tornei combined Atp-Wta. Oltre all’aspetto economico, i giocatori hanno sollecitato i quattro Major a garantire maggiori tutele sul piano pensionistico e sanitario.

Per placare il malcontento, l’All England Club aveva annunciato un consistente incremento del montepremi per l’edizione corrente, salito a 64,2 milioni di sterline (circa 75 milioni di euro). I vincitori dei singolari maschile e femminile riceveranno 3,6 milioni di sterline (4,2 milioni di euro).

Questa mossa, tuttavia, non è stata ritenuta sufficiente. Secondo le analisi dei giocatori, il nuovo montepremi rappresenterebbe solo il 14,4% del fatturato che Wimbledon dovrebbe raggiungere nel 2026, stimato in 515 milioni di euro. Un dato inferiore al 14,9% che gli organizzatori destinavano ai premi già nel 2015.

I dati dell’ultima edizione rafforzano questa percezione: nel 2023 il torneo ha generato ricavi per 495 milioni di euro, destinandone appena il 12,5% (62 milioni) al prize money. L’utile netto di 62 milioni di euro è stato quasi interamente trasferito alla federazione britannica (Lta), con solo il 10% reinvestito nelle strutture del circolo.

Gli atleti hanno inoltre lamentato l’assenza di risposte dall’All England Club riguardo alla richiesta di un “fondo per il welfare” e di un consiglio con loro rappresentanti. Di fronte a questo stallo, è stata annunciata una “campagna di protesta con azioni dirette” a partire dalle conferenze stampa pre-torneo.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome