La classifica Race, che qualifica per le Atp Finals, ha un leader ufficiale in Alexander Zverev. Esiste però una lettura alternativa che premierebbe Jannik Sinner come numero uno morale della stagione. Applicando il sistema di ranking in vigore fino al 1989, basato sulla media punti per torneo anziché sulla somma totale, l’italiano risulterebbe infatti in testa con un margine notevole.
I numeri evidenziano un rendimento differente. Jannik Sinner ha disputato appena 9 tornei, conquistando 7950 punti con una media di 883 a evento. Alexander Zverev ha invece partecipato a 17 tornei, raccogliendo 9150 punti con una media di 538. Emerge così la strategia del tedesco, basata sulla costanza, contrapposta all’efficienza quasi perfetta dell’italiano nelle sue apparizioni.
Anche applicando il correttivo del divisore minimo di 12 tornei, previsto dal vecchio regolamento, Sinner sarebbe comunque in vantaggio con una media di 663 punti. Si tratta di una simulazione che non intende ricostruire fedelmente il vecchio ranking, ma illustrare un punto. Dal 1990, l’Atp ha abbandonato il sistema a media per premiare la somma dei migliori risultati, valorizzando anche la continuità e la capacità di gestire una stagione lunga e logorante.
La legittimità del primato di Zverev non è in discussione, ma le diverse strategie dei due atleti sono evidenti. Sinner ha giocato metà stagione, dimostrandosi quasi imbattibile: ha vinto cinque Masters 1000 consecutivi e ha trionfato a Wimbledon, prima che un infortunio lo fermasse. Ha iniziato l’anno con una semifinale agli Australian Open, cedendo solo a un grande Djokovic.
Zverev, d’altra parte, ha costruito la sua leadership vincendo Roland Garros e Us Open e raggiungendo la finale a Wimbledon, persa proprio contro Sinner. Il suo rendimento negli Slam è stato eccellente, ma non ha ottenuto successi nei Masters 1000, dove il suo miglior risultato è stata la finale a Madrid. Punti importanti sono arrivati anche da tornei minori, senza però i picchi di rendimento di Sinner.
Un altro dato rende il confronto ancora più interessante: gli scontri diretti. Nel corso della stagione, i due si sono affrontati cinque volte e Sinner ha sempre vinto. Questo bilancio non modifica la classifica, ma rafforza la percezione della sua superiorità quando è sceso in campo. Persino lo stesso Zverev ha riconosciuto il peso dell’assenza del rivale, affermando che il suo primato è legato anche all’infortunio di Jannik.
Guardando al finale di stagione, la situazione non cambierà. Anche se Zverev dovesse vincere il Masters 1000 di Parigi e le Atp Finals da imbattuto, la sua media punti per torneo non supererebbe quella di Sinner, che si confermerà il re del rendimento.





