Stangata all’imprenditore vicino ai Contini. Sequestrati beni per 10 milioni di euro tra cui la discoteca ‘Club Partenopeo’ di Coroglio

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Gabriele Esposito ed il Club Partenopeo
Gabriele Esposito ed il Club Partenopeo
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NAPOLI – Dieci milioni di euro di patrimonio sotto sequestro, tra immobili di lusso, società e disponibilità finanziarie. E’ il bilancio dell’intervento eseguito dalla Direzione investigativa antimafia di Napoli nei confronti di Gabriele Esposito, imprenditore 40enne ritenuto dagli investigatori vicino a esponenti di vertice del clan Contini, una delle famiglie criminali che compongono l’Alleanza di Secondigliano. Il provvedimento colpisce beni di particolare valore, a partire dalle proprietà nella zona di Posillipo, dove sono stati sequestrati anche un attico e un superattico, fino al Club Partenopeo, noto locale notturno di Coroglio, tra i punti di riferimento della movida napoletana. Un patrimonio articolato, composto da quattro unità immobiliari, cinque società e 28 rapporti finanziari, per un valore complessivo stimato in circa 10 milioni di euro. A eseguire il sequestro è stato il Centro operativo della Dia sulla base del decreto emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Napoli. La misura è stata adottata su proposta congiunta del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, e del direttore della Direzione investigativa antimafia.

Al centro dell’iniziativa giudiziaria c’è la ricostruzione della situazione economica e patrimoniale dell’imprenditore. Gli accertamenti avrebbero fatto emergere una marcata sproporzione tra i redditi disponibili e il valore dei beni riconducibili a Esposito. Un divario che ha spinto l’autorità giudiziaria ad adottare la misura di prevenzione patrimoniale. “L’esito degli accertamenti patrimoniali effettuati dal Centro operativo della Dia di Napoli ha svelato una consistente sproporzione fra la capacità reddituale rispetto alle effettive disponibilità patrimoniali e finanziarie”, ha dichiarato il procuratore Nicola Gratteri. Il provvedimento non fermerà, almeno per ora, l’attività del Club Partenopeo. La società che gestisce il locale sarà affidata a un amministratore giudiziario, incaricato di garantirne la gestione. La discoteca resterà quindi aperta, mentre il controllo dell’attività passerà sotto la supervisione prevista dalla misura disposta dal tribunale.

L’inchiesta patrimoniale affonda le radici negli approfondimenti investigativi avviati nel 2019, quando la Procura di Napoli era guidata da Giovanni Melillo, oggi procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, e la Dia partenopea era diretta dal generale Giuseppe Governale. Il quadro è stato successivamente aggiornato attraverso ulteriori verifiche sulla posizione personale ed economica dell’imprenditore, sotto la guida degli attuali vertici degli uffici coinvolti. Esposito era già finito al centro di indagini antimafia. In passato è stato condannato per associazione mafiosa in un procedimento nel quale erano stati ricostruiti rapporti con clan attivi nella gestione degli affari illeciti nella zona di piazza Mercato. Secondo l’ipotesi investigativa alla base del nuovo provvedimento, dopo la scarcerazione avrebbe riallacciato i contatti con esponenti di vertice del clan Contini.

I rapporti contestati risalirebbero, secondo gli investigatori, già al 2017. Anche altri procedimenti giudiziari hanno riguardato l’imprenditore, con esiti differenti. Esposito è stato recentemente assolto dall’accusa relativa al sequestro di persona di un imprenditore. In un’altra vicenda ha invece riportato una condanna a due anni di reclusione per violenza privata, in relazione a un episodio in cui avrebbe morso un pr; i fratelli coinvolti nello stesso procedimento sono stati assolti. Il sequestro rappresenta un nuovo passaggio nell’attività di contrasto ai patrimoni sospettati di essere sproporzionati rispetto alle risorse economiche legittime e riconducibili, secondo gli accertamenti, a soggetti vicini alla criminalità organizzata.

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