Stop alle cave Iuliano e Moccia

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Il presidente della Provincia Anacleto Colombiano
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CASERTA – Nella giornata di ieri sono arrivati due stop alle attività estrattive nella zona del capoluogo. Il Comune ha sancito l’alt all’attività industriale per lo stabilimento della società “Cementi Moccia Spa” situato in via Galatina, nella frazione di San Clemente. Lo Sportello Unico per le Attività produttive del Comune di ha disposto la sospensione dell’efficacia del provvedimento unico autorizzatorio e l’immediata interruzione di ogni operazione produttiva e operativa nel sito di produzione e vendita di cementi.


La misura recepisce la determina della Provincia che ha sospeso l’Autorizzazione Unica ambientale concessa all’azienda, in attesa dell’ottemperanza e del completo superamento di una serie di criticità ambientali riscontrate. Trattandosi dell’atto che racchiude i titoli abilitativi relativi agli scarichi delle acque reflue, alle emissioni in atmosfera e alla valutazione di impatto acustico, lo stop disposto dalla Provincia ha fatto decadere il presupposto giuridico per l’esercizio dell’impianto. Il provvedimento del Municipio impone dunque l’interruzione inderogabile di tutte le attività coperte dall’Autorizzazione, avvertendo che qualunque operazione svolta nelle more del ripristino dell’autorizzazione sarà perseguita come priva di titolo legale. L’atto è firmato dal funzionario incaricato ingegnere Raffaele Di Giovanni, dal funzionario ed elevata qualificazione Gaetano Di Tora (anche nella veste di responsabile del Suap) e dal dirigente dell’area architetto Valeria Valendino.


E ieri la Provincia ha espresso, con provvedimento dirigenziale, il diniego al mutamento della destinazione d’uso dei terreni gravati da vincolo idrogeologico interessati dal progetto di dismissione, recupero e riuso della Cava Iuliano, situata in località Monte, nella frazione di San Clemente, a Caserta. Il provvedimento è stato trasmesso alla Regione nell’ambito del procedimento autorizzatorio relativo al progetto presentato dalla società Iuliano Srl. La decisione si fonda su motivazioni di carattere tecnico e pianificatorio. In particolare, l’area interessata ricade in una zona classificata dal Piano per l’Assetto Idrogeologico (PAI) come R4, ovvero a rischio frana molto elevato. Il progetto di recupero presentato, secondo quanto rilevato nell’istruttoria provinciale, non interessa l’intero fronte della cava, lasciando quindi permanere potenziali pericoli sotto il profilo idrogeologico.

Il provvedimento evidenzia inoltre la mancata attivazione della procedura prevista dalle norme del Piano di Bacino per la modifica o l’integrazione della pianificazione relativa alle aree a rischio idrogeologico molto elevato.
Con questo atto, la Provincia conclude il procedimento di propria competenza in materia di vincolo idrogeologico, esprimendo un diniego formale e motivato sulla richiesta presentata dalla società.


“La Provincia ha completato il proprio iter e il provvedimento adottato – dichiara il presidente Anacleto Colombiano – conferma che non sussistevano i presupposti per rilasciare l’autorizzazione, innanzitutto per la non aderenza del progetto al nostro Piano territoriale di coordinamento provinciale. Eppure, si è voluto trasformare – lo ribadisco – un procedimento tecnico in una vicenda politica, trascinando la Provincia nella campagna elettorale in corso per il capoluogo, tra ricostruzioni non corrispondenti agli atti e manifestazioni contro il nostro Ente. Tutto questo si sarebbe potuto evitare semplicemente approfondendo le competenze della Provincia e i contenuti dell’istruttoria.

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