Adel Taarabt, un illusionista prestato al calcio, è stato un talento tanto cristallino quanto controverso. Definito da Luka Modric “Zizou” e considerato da Mario Balotelli “tecnicamente più forte di Neymar”, il fantasista marocchino ha ripercorso le tappe di una carriera vissuta tra giocate geniali e grandi rimpianti.
La sua esperienza al Milan, sei mesi in prestito nel 2014, rimane un capitolo denso di emozioni. “Con Seedorf avevo un rapporto quasi da padre e figlio”, ha raccontato Taarabt. Nonostante un buon rendimento, con quattro gol e due assist, l’arrivo di Filippo Inzaghi ha cambiato tutto. “Inzaghi non voleva tenermi. Pensavo di essere confermato, invece non fu così e caddi in depressione. È uno dei miei più grandi rimpianti”.
A Milanello non sono mancati momenti di tensione, come un acceso diverbio con Kakà durante un’esercitazione. “Non gli passai il pallone e iniziò a urlarmi contro. A un certo punto persi la testa e gli misi le mani al collo, poi ci scusammo”. Anche il rapporto con Ignazio Abate era vivace: “In campo era pesante, mi diceva sempre cosa fare”. Fuori dal campo, invece, la vita era più leggera, con le serate post-partita trascorse in noti locali milanesi.
Taarabt ha vestito anche la maglia del Benfica, dove ha conosciuto diversi protagonisti del calcio attuale. Su Rúben Amorim, tecnico dello Sporting, ha espresso grande stima: “È un allenatore top, molto diretto. Lo paragono un po’ a Gasperini, per lui il collettivo viene prima del singolo”. Ha poi offerto un consiglio a Diego Moreira prima del suo passaggio al Milan: “Gli ho detto di prepararsi a un grande club con tanta pressione. È un esterno di grande intensità”.
Meno convinto appare su Gonçalo Ramos. “Nel Benfica B giocava da esterno, era un cavallo. Al Milan mi sembra faccia fatica nel lavoro spalle alla porta, forse può fare la seconda punta”. L’ex giocatore ha analizzato anche il Benfica, elogiando Rafa Silva, “un fratello molto sottovalutato”, e il talento di Prestianni, mentre ha espresso dubbi su altri elementi della rosa portoghese.
La sua avventura al Benfica non è stata semplice all’inizio. “Arrivai nel 2015 ma per due anni non giocai quasi mai, ero in sovrappeso. Le cose cambiarono solo con l’arrivo di Bruno Lage, che stravedeva per me”. Dopo l’esperienza a Lisbona, ha scelto gli Emirati Arabi, firmando con l’Al Nasr. “A 32 anni mi offrivano una marea di soldi, e da musulmano la scelta è stata più facile per me e la mia famiglia”.
La carriera di Taarabt si è conclusa a causa di un grave infortunio. “A dicembre mi sono rotto il crociato. Ho detto basta, a 37 anni non ce la faccio più”. Ora vive a Marrakech, ma presto si trasferirà in Galles per iniziare il corso da allenatore, con uno sguardo critico sul calcio moderno: “Oggi i giocatori sono tutti dei cavalli, corrono e basta”.





