Taglio dei parlamentari, banco di prova per la maggioranza giallo-rossa. Ma in aula al via della discussione solo 35 deputati

Tutto come previsto. Alla Camera questa mattina è iniziato il dibattito relativo alla riforma inerente il taglio dei parlamentari e la risposta politica è stata quella che ci si aspettava

Parlamento Camera dei Deputati

ROMA – Tutto come previsto. Alla Camera questa mattina è iniziato il dibattito relativo alla riforma inerente il taglio dei parlamentari e la risposta politica è stata quella che ci si aspettava. Quando alle 10 è iniziata la discussione, in aula c’erano soltanto 35 deputati. Sotto lo sguardo attento del presidente incaricato Ettore Rosato e quello del Ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, gli stessi hanno iniziato a confrontarsi sul tema.

Pochi i presenti per discutere la riforma sul taglio dei parlamentari

Ad attirare l’attenzione i banchi destinati al centrodestra quasi completamente deserti. Presenti, infatti, soltanto Simone Baldelli e Laura Ravetto di Forza Italia i quali tra l’altro nei giorni scorsi avevano già preso posizione contraria alla riforma stessa. Nonostante questo, la Ravetto ha annunciato in aula il voto favorevole di Forza Italia al taglio: “Al Movimento 5 Stelle – ha commentato – dico però di abbandonare la mitomania della finta democrazia diretta”.

Un chiaro segnale, questo, di come il gruppo di Berlusconi spinga per lavorare ad una riforma della legge elettorale. Dopo un po’ in aula sono arrivati altri parlamentari ma proprio questo atteggiamento ha fatto capire come, evidentemente, l’argomento interessi ben poco. Lega e Fratelli d’Italia hanno preferito restare a casa mentre parte del M5S e parte del PD hanno pian piano riempito i loro banchi.

Necessaria la maggioranza assoluta

Presente il capogruppo di Leu Federico Fornaro. Il voto finale è previsto per domani pomeriggio, con scrutinio palese. Il provvedimento per essere approvato necessita della maggioranza assoluta, vale a dire 316 voti. L’ opposizione non si è espressa per cui se la linea dovesse essere ancora quella dell’astensionismo sarà la maggioranza a dover garantire il raggiungimento del quorum. Difficile capire cosa accadrà ma è evidente che i malumori in merito a questo argomento sono ancora tantissimi. Domani, dunque, il responso finale.

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