Tarvisio si prepara a diventare il fulcro del dibattito europeo sulla riconversione sostenibile del patrimonio minerario. Il 27 giugno 2026, la località alpina ospiterà la XXI Riunione della Rete ReMi-ISPRA, un evento chiave inserito nel più ampio “I Incontro Internazionale Minatori d’Europa”. L’incontro avrà l’obiettivo di tracciare un percorso comune per la gestione e la valorizzazione dei siti estrattivi dismessi, trasformando un’eredità del passato in un’opportunità per il futuro.
L’abbandono delle attività estrattive ha lasciato in tutta Europa un’eredità complessa. Da un lato, questi luoghi rappresentano un inestimabile patrimonio storico, culturale e scientifico, testimonianza del lavoro di intere generazioni. Dall’altro, possono costituire fonti di criticità ambientale, con problematiche legate all’inquinamento del suolo e delle acque, alla stabilità dei versanti e al degrado del paesaggio. La sfida consiste nel trovare un equilibrio tra conservazione della memoria e rigenerazione ecologica.
L’incontro di Tarvisio favorirà un confronto diretto tra le diverse realtà museali e gestionali attive lungo l’arco alpino italiano e in altri importanti bacini minerari europei. Saranno analizzati modelli di successo in cui ex miniere sono state trasformate in parchi culturali, centri di ricerca, attrazioni turistiche o persino impianti per la produzione di energia pulita, come nel caso dello sfruttamento geotermico delle acque interne.
L’obiettivo è mettere a fattor comune le esperienze, evidenziando sia i punti di forza sia le difficoltà incontrate. Durante la tavola rotonda, si discuterà di come superare ostacoli burocratici, reperire finanziamenti adeguati e sviluppare nuove competenze professionali per la gestione di questo patrimonio unico. Verranno esplorate soluzioni innovative che possano rendere la valorizzazione dei siti economicamente sostenibile e socialmente inclusiva.
Il vertice si propone di individuare azioni concrete e strategie condivise per rendere più efficace l’attività di promozione. L’ambizione è quella di definire un approccio metodologico replicabile, capace di adattarsi ai diversi contesti territoriali ma basato su principi comuni di sostenibilità ambientale, responsabilità sociale e innovazione culturale.
L’evento non sarà quindi una semplice celebrazione nostalgica, ma un laboratorio di idee proiettato verso il futuro. La riconversione dei siti minerari storici è un esempio emblematico di economia circolare applicata al territorio, un processo che rigenera il suolo, crea nuovo valore e rafforza l’identità culturale delle comunità.

















