Tennis, scandalo scommesse: Bracciali squalificato a vita, 10 anni a Starace

In sede sportiva, nell'ottobre 2015, i due giocatori erano stati, in primo grado, radiati dal Tribunale Federale della FIT

Daniele Montigiani - LaPresse

LONDRA (LaPresse/AFP)Daniele Bracciali è stato radiato a vita e multato di 250mila dollari. Per il suo coinvolgimento in una scommessa nel torneo Atp 500 disputato nel 2011 a Barcellona. Lo annuncia la Tennis Integrity Unit. Il tennista italiano 40enne, 95° nel ranking del doppio, ha raggiunto il suo best ranking nel giugno 2012 al 21° posto (nel doppio) e al 49° (in singolo). Oltre a Bracciali è stato squalificato per dieci anni e multato di 100mila dollari anche Potito Starace. Anch’egli coinvolto nello scandalo match-fixing.

Scommesse, Daniele Bracciali squalificato a vita

Nel comunicato ufficiale relativo a Bracciali si legge che “in seguito all’udienza disciplinare tenutasi a Londra il 18-19 settembre il professor Richard McLaren (esperto di legislazione sportiva e già membro della Wada, l’agenzia internazionale antidoping, ndr) ha riconosciuto l’italiano colpevole di aver truccato incontri del torneo di Barcellona nel 2011. Ed è stato riconosciuto responsabile di aver facilitato scommesse su incontri dello stesso torneo”.

Nel mirino anche Potito Starace, squalificato per 10 anni

In sede sportiva, nell’ottobre 2015, i due giocatori erano stati, in primo grado, radiati dal Tribunale Federale della FIT. Nel 2016, sempre in sede sportiva, dopo 4 gradi di giudizio, i due sono stati assolti dall’accusa di illecito sportivo. Mentre a Bracciali è stata contestata la violazione dell’articolo 1 del Regolamento di giustizia relativo alla lealtà e alla correttezza sportiva con inibizione da ogni attività sportiva per 12 mesi.

In sede ordinaria invece nello scorso gennaio i due sono stati invece assolti con formula piena nel processo di Cremona nell’ambito dell’inchiesta Calcio scommesse. Era stato contestata loro l’associazione per delinquere per aver alterato l’esito di alcuni incontri al fine di realizzare guadagni illeciti tramite scommesse.

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