Torino, allarme per Zapata: il suo ginocchio non regge

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Cronache Mercato
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La stagione che doveva segnare la rinascita si è trasformata in un percorso a ostacoli. Fin dai primi giorni del ritiro estivo, l’attaccante colombiano e il Torino hanno dovuto fare i conti con una realtà inattesa e preoccupante, capendo che la gestione della sua condizione fisica sarebbe stata complessa.

Le speranze si sono infrante quasi subito. Dopo poche sedute di allenamento tra il Filadelfia e Pinzolo, il centravanti è stato costretto a fermarsi, interrompendo bruscamente la preparazione. La causa è stata un problema al ginocchio sinistro, manifestatosi con un gonfiore evidente che non ha lasciato alternative.

Lo staff tecnico e medico del club granata è intervenuto immediatamente per gestire la situazione. Hanno dovuto modificare completamente l’iter di allenamento e ricalibrare i carichi di lavoro, impostando un programma personalizzato con l’obiettivo di favorire un recupero graduale e senza forzature.

Nonostante le cautele, il quadro clinico non ha mostrato i miglioramenti sperati. La situazione, secondo le ultime indiscrezioni, resta molto seria. Il tecnico Abate ha confermato la linea della prudenza, parlando di una “gestione con un lavoro graduale”, ma anche questo approccio non è riuscito a risolvere il problema alla radice.

A dare una conferma preoccupante è stata la sua breve apparizione in Coppa Italia. I pochi minuti disputati in campo sono stati sufficienti a provocare un nuovo gonfiore all’articolazione, dimostrando la fragilità della stessa e l’impossibilità di affrontare anche sforzi di bassa intensità.

Il problema di fondo, che rende il recupero ancora più lungo e incerto, è la sua incapacità di sopportare carichi di lavoro pesanti senza avvertire dolore. Per un atleta professionista, questo si traduce nell’impossibilità di svolgere sessioni di allenamento complete, necessarie per ritrovare la forma partita e la piena efficienza muscolare.

Questa prolungata incertezza ha avuto dirette conseguenze sulle strategie di mercato del Torino. La dirigenza, consapevole della precarietà fisica del suo attaccante di punta, ha dovuto rivedere i propri piani per il reparto offensivo, operando con una logica conservativa.

La decisione più significativa è stata quella di trattenere Che Adams, nonostante il suo contratto in scadenza. L’attaccante è così rimasto in rosa e ora rientra a pieno titolo tra i potenziali titolari. Allo stesso modo, il club ha respinto le offerte pervenute per Kulenovic, giudicato indispensabile come alternativa viste le circostanze.

La scelta è stata dettata anche dalla condizione di Simeone, un altro elemento della rosa che ha vissuto una stagione precedente tormentata da infortuni muscolari. Il club ha quindi preferito blindare il reparto per non trovarsi scoperto, accettando il rischio di dover gestire più situazioni delicate contemporaneamente. Il percorso verso il pieno recupero si preannuncia ancora lungo.

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