Traditori, mollate subito le poltrone

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Lo ammetto. L’ho scritto una settimana fa ma in fondo nemmeno io credevo che fosse possibile. Accarezzavo in cuor mio la speranza che avessero una coscienza, o almeno la capacità di provare un minimo di vergogna. Che la bocciatura della loro mozione sull’alta velocità Torino-Lione avrebbe costretto i politici del Movimento 5 Stelle a riconoscere che, anche se volessero, non sono nelle condizioni di mantenere le loro promesse. Che qualcuno si sarebbe dimesso, dando l’esempio agli altri.

E invece ci insegnano ancora una volta che non c’è limite al peggio. “La mozione l’abbiamo presentata e abbiamo votato a favore, se non è passata è colpa della Lega”. Quindi loro resteranno comodamente seduti a palazzo Chigi, a palazzo Madama, a Montecitorio. Insomma, la farsa continua. Hanno perso le elezioni, per cui non avrebbero potuto governare. Pur di entrare nelle stanze del potere hanno accettato di allearsi persino con la Lega, dopo aver preso i voti di tutti quelli che non avrebbero accettato alcuna alleanza.

Sapevano che la Lega ha le idee chiare su alcune cose, importantissime per la base grillina, tipo la Tav. Sapevano che Salvini avrebbe fatto tutto il possibile perché quell’opera si faccia. E che lo avrebbe fatto grazie a loro, perché gli permettono di stare al governo e di rispettare tutti i suoi impegni elettorali. Poi, lanciato il sasso in faccia al movimento No Tav, hanno cercato di nascondere la manina con la mozione. Sapevano benissimo che la Lega e gli altri l’avrebbero affondata facilmente.

Sapevano quello che sarebbe successo, da quando si sono insediati. Ha detto bene il viceministro all’Economia Massimo Garavaglia: “La posizione della Lega è nota sulla Tav da tempo, invitiamo a votare a favore di tutte le mozioni che dicono sì alla Tav, e contro chi blocca il Paese”. Ne erano consapevoli persino i più sprovveduti tra i grillini. Eppure continuano a fingere: noi abbiamo votato bene, prendetevela con la Lega, o col Pd, o con chi volete.

Loro, Tav o non Tav, resteranno lì. A spese nostre. A spese di chi la Tav non la vuole. Di chi non vuole l’Ilva, di chi vuole i Benetton fuori dalla gestione delle autostrade e se li ritroverà anche in Alitalia. La conferma implicita del fatto che non c’è alcuna intenzione di mollare la sedia è nelle parole sputate ieri da Beppe Grillo contro l’attivista No Tav Alberto Perino, che ha usato la parola “traditori” a proposito della pantomima in Senato.

Grillo lo insulta, lo chiama “Il Perinone”, gli dà dell’“ipocrita” e dopo avergli ricordato che “non hanno mai mangiato insieme” lo accusa di avere la “dinamicità di un fermacarte” (o almeno così sembrerebbe di capire dalla lunga supercazzola pubblicata ieri). “Non avere i numeri non significa tradire”, obietta l’ex comico. Sa bene, però, che la questione non è numerica ma morale. Allearsi con uno che la Tav la vuole, garantirgli il potere per il tempo necessario, presentare una mozione con la certezza matematica che verrà bocciata e continuare a tenere in piedi il governo. Questo sì, furbastro, si chiama tradimento.

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Ugo Clemente
Ugo Clemente è giornalista professionista e direttore editoriale di Cronachedi. Ha iniziato l’attività giornalistica nel 2004 ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti Professionisti dal 2008. Dopo l’esperienza come redattore e caporedattore, dal 2014 ricopre il ruolo di direttore editoriale di Libra Editrice, società editrice di Cronachedi. Laureato in Giurisprudenza alla LUISS “Guido Carli” di Roma, è abilitato all’esercizio della professione forense dal 2021. Dal 2021 è anche presidente della Commissione Giuridica ed Economica dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Nel corso della sua attività professionale ha affiancato al lavoro giornalistico un’intensa attività di formazione. È stato relatore in numerosi corsi di formazione professionale per giornalisti dedicati, tra gli altri temi, alla diffamazione a mezzo stampa, alla privacy, alla deontologia, alla riforma della giustizia, al pluralismo dell’informazione, al rapporto tra giornalismo e social network e alle regole dell’informazione in materia di cronaca giudiziaria e sociale. Ha inoltre svolto attività didattica e laboratoriale nelle scuole, curando percorsi dedicati al giornalismo, al diritto dell’informazione, alle tecniche di comunicazione, alla scrittura giornalistica e alla produzione di contenuti digitali e multimediali. Tra il 2020 e il 2022 ha svolto attività di docenza esterna presso l’Istituto Penale per Minorenni di Airola. Accanto al giornalismo e al diritto, coltiva da anni un forte interesse per l’informatica e l’innovazione applicata all’editoria. È sviluppatore Python e utilizza il linguaggio insieme alle principali librerie per l’analisi dei dati e il machine learning, oltre a tecnologie web e sistemi Linux.

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