CASAGIOVE – Una telefonata angosciante, la voce di un finto nipote che annuncia un pericolo imminente per un figlio, e la richiesta di una somma enorme per salvarlo. È il copione, purtroppo classico ma sempre efficace, di uno spietato raggiro costato oltre 30mila euro a una coppia di anziani coniugi di Casagiove. Un crimine odioso che ha visto ora un primo, decisivo, sviluppo investigativo: un uomo di 48 anni, ritenuto uno degli autori della truffa, è finito in carcere.
Si sono aperte le porte della casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere per un uomo classe 1978, residente nell’hinterland nord di Napoli, in esecuzione di un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare emessa il 20 ottobre dalla Corte d’Appello di Ancona. A dare esecuzione al provvedimento, nel pomeriggio di ieri, 21 ottobre, sono stati i Carabinieri della Stazione di Casagiove, gli stessi che con una meticolosa indagine hanno ricostruito l’intera vicenda, fornendo all’autorità giudiziaria gli elementi necessari per inasprire la misura a carico dell’indagato, che si trovava precedentemente sottoposto al solo obbligo di dimora nel Comune di Napoli.
L’incubo per le due vittime, un uomo di 88 anni e sua moglie di 86, era iniziato lo scorso 30 settembre. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, una telefonata aveva gettato la coppia nel panico più totale. Dall’altro capo del telefono, un complice ancora da identificare si era spacciato per il loro nipote, raccontando con voce concitata che il figlio della coppia si trovava in una situazione di gravissimo pericolo e che, per risolvere la questione, era necessario adempiere a una presunta e urgente disposizione dell’autorità giudiziaria.
Sfruttando la vulnerabilità e lo stato di choc indotto negli anziani, i truffatori avevano messo in scena il secondo atto del loro diabolico piano. Poco dopo, un uomo si era presentato alla porta della loro abitazione, qualificandosi come un appartenente alle forze dell’ordine inviato per ritirare il necessario. Le vittime, terrorizzate per le sorti del figlio e manipolate dalla pressione psicologica, hanno così consegnato al finto agente denaro contante e numerosi oggetti preziosi, ricordi di una vita, per un valore complessivo stimato in oltre 30mila euro.
Le indagini dei Carabinieri di Casagiove, scattate immediatamente dopo la denuncia, si sono rivelate complesse ma efficaci. Attraverso un’approfondita analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati della zona, i militari sono riusciti a isolare i movimenti del presunto esattore, identificandolo nel 48enne napoletano. Gli elementi raccolti, ritenuti gravi e concordanti, hanno permesso di deferirlo in stato di libertà e, soprattutto, di presentare alla magistratura una richiesta di aggravamento della misura cautelare già in essere per altri procedimenti. La Corte d’Appello di Ancona, valutando la gravità dei nuovi indizi e la pericolosità sociale del soggetto, ha quindi disposto la sostituzione dell’obbligo di dimora con la custodia in carcere.
L’uomo è stato rintracciato e arrestato ieri a Napoli e, dopo le formalità di rito, trasferito nel penitenziario casertano. Le indagini, tuttavia, non si fermano: i Carabinieri sono ancora al lavoro per identificare i complici, a partire dal “telefonista” che ha dato il via al raggiro. Resta ferma, come da prassi, la presunzione di innocenza dell’indagato fino a un’eventuale condanna definitiva.







