C’è stato un momento in cui Stefanos Tsitsipas ha pensato che il tennis non valesse più tutta quella sofferenza. Un dolore alla schiena lo ha tormentato, facendogli dubitare di poter continuare a giocare e precipitare dall’elite del tennis, da ex numero 3 del mondo, fino all’88° posto del ranking.
Nelle ultime settimane è però iniziata una risalita, che lo ha riportato al 39° posto e gli ha permesso di superare l’americano Aleksandar Kovacevic al suo debutto nell’Atp 250 di Almaty. Ma è soprattutto fuori dal campo che Tsitsipas ha raccontato la sua storia di caduta e rinascita, ripercorrendo i mesi più bui della sua carriera.
“Ricordo che dicevo che mi sarei infortunato se avessi continuato così”, ha rivelato il greco. “Sentivo di non poter reggere quei ritmi, era troppo tennis e mentalmente mi sentivo svuotato”. La memoria è tornata alla Coppa Davis del settembre 2023: “Avevo giocato tante partite con caldo estremo. Poi ero praticamente costretto a partire per la tournée asiatica, ma mentalmente non stavo bene. Poco dopo ho avuto il peggior infortunio della mia vita”.
La schiena è diventata un tormento, ma il problema, secondo Tsitsipas, è stato anche la gestione della sua carriera. “Ho capito quanto sia importante avere una buona comunicazione con il proprio team. Bisogna essere sulla stessa lunghezza d’onda e soprattutto ascoltare la voce del giocatore. Ho la sensazione che all’epoca non fosse così”.
Pur senza fare nomi, la critica al suo entourage è evidente. “Ho imparato la lezione nel modo più duro possibile, ritrovandomi con un infortunio gravissimo che mi ha fatto mettere in discussione il mio futuro”. Il greco, due volte finalista Slam, si è trovato in un limbo in cui il problema non era vincere, ma riuscire a scendere in campo senza soffrire.
La svolta è arrivata alla fine della scorsa stagione, quando ha deciso di rivolgersi a uno specialista a Monaco di Baviera. “È un medico molto famoso. Mi ha detto con grande sicurezza che sarei tornato a giocare senza dolore, e finora è andata proprio come aveva previsto”.
Tsitsipas non ha fornito dettagli sulla procedura, ma ha sottolineato la sua ostinazione nel cercare una soluzione. Il cambiamento più grande è stato nel rapporto con lo sport: “Per due anni il tennis non è stato più una gioia, era sempre associato al dolore. Adesso posso finalmente concentrarmi sul gioco che amo”.
Ora lo spirito è diverso. “Di solito, a questo punto della stagione, molti sono esausti. Io invece voglio giocare il maggior numero possibile di partite”. C’è spazio anche per una riflessione tecnica sul suo elegante rovescio a una mano, una rarità nel circuito: “Siamo rimasti in quattro o cinque tra i primi cento. Ci sentiamo quasi come dinosauri, ma non voglio estinguermi”.








