La serata che doveva essere di riscatto per la Turchia si è trasformata in un vero e proprio incubo per il commissario tecnico Vincenzo Montella. L’Arena del Coccodrillo di Bursa, scelta per creare un ambiente intimidatorio per l’Italia, è diventata il palcoscenico di una dura contestazione. Fin dai primi istanti, il pubblico di casa ha manifestato il proprio dissenso, prima fischiando l’inno di Mameli e poi prendendo di mira l’allenatore italiano con cori e rumori fin dal suo ingresso in campo.
La prestazione della squadra non ha aiutato a placare gli animi. Contro gli Azzurri, la Turchia è apparsa spenta, priva di idee e incapace di creare reali pericoli, subendo una sconfitta netta che ha fatto seguito al precedente passo falso contro la Francia. La partita ha evidenziato limiti tattici e una scarsa reazione emotiva, alimentando ulteriormente il malcontento degli spalti.
La frustrazione è esplosa durante l’intervallo e al fischio finale. Dagli spalti si sono levati cori che chiedevano esplicitamente l’esonero di Montella, indirizzati al presidente della Federcalcio turca, İbrahim Hacıosmanoğlu. La situazione in tribuna d’onore è diventata talmente tesa, con aggressioni verbali rivolte al numero uno del calcio turco, da costringerlo a lasciare lo stadio prima della fine dell’incontro per motivi di sicurezza.
Questa ondata di malcontento, però, non è nata con la partita contro l’Italia. Le radici della sfiducia affondano nel recente e deludente Mondiale nordamericano. La Turchia era arrivata alla competizione con grandi aspettative, dopo aver superato i playoff battendo Romania e Kosovo. Il sorteggio, inoltre, aveva inserito la selezione di Montella in un girone considerato alla portata, alimentando le speranze di un passaggio del turno.
Le cose in America sono andate diversamente. La nazionale turca ha subito due sconfitte consecutive nelle prime due gare, prima contro l’Australia per 2-0, punita da un contropiede letale, e poi di misura contro il Paraguay per 1-0. A nulla è servita la vittoria per 3-2 nell’ultima partita contro i padroni di casa degli Stati Uniti, poiché l’eliminazione era già matematica. Quel fallimento ha lasciato una ferita profonda nell’orgoglio dei tifosi, che non hanno perdonato al tecnico la gestione del torneo.
Nonostante la prestazione dignitosa nella sconfitta di misura (0-1) contro la Francia, la pazienza del pubblico sembra ormai esaurita. La brutta figura contro l’Italia ha rappresentato la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Anche se dopo la partita è arrivata una conferma di facciata, il suo futuro appare segnato.
In questo clima infuocato, appare molto difficile ipotizzare che Montella possa rimanere sulla panchina della Turchia fino ai prossimi impegni di novembre. L’ambiente è compromesso e la contestazione dell’Arena del Coccodrillo ha assunto i contorni di una vera e propria sentenza popolare. Il mandato dell’Aeroplanino da commissario tecnico sembra destinato a concludersi a breve.





