TUTTI I NOMI E FOTO. Scacco a tre clan: 28 arresti tra i Perfetto, i Musto e i Lago

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Arresti 5 novembre 2026
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NAPOLI – Una guerra di camorra combattuta a colpi di pistola, attentati esplosivi e intimidazioni per conquistare il controllo delle piazze di spaccio. E poi una nuova organizzazione, capace di imporsi sulle fazioni rivali, organizzare il traffico di droga senza interruzioni, imporre tangenti agli altri gruppi criminali e costruire una rete di alleanze anche fuori dai confini di Pianura. E’ lo scenario ricostruito dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli nell’inchiesta che, ieri mattina, ha portato all’esecuzione di 28 misure cautelari (ordinanza a firma del gip Rosaria Dello Stritto) nei confronti di altrettanti soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, traffico e spaccio di stupefacenti, detenzione e porto abusivi di armi da fuoco e vendita illegale di armi, con le aggravanti del metodo mafioso. Il blitz è scattato dalle prime luci dell’alba, con gli uomini della Squadra Mobile di Napoli, affiancati dagli agenti del commissariato di Pianura, impegnati nell’esecuzione del provvedimento cautelare. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa in Procura dal procuratore Nicola Gratteri, insieme ai vertici degli uffici investigativi.

Nel mirino sono finiti il clan Perfetto, il gruppo criminale riconducibile ai Musto e alcuni esponenti di spicco del clan Lago, tre realtà che si sono contese il controllo degli affari illeciti nel quartiere della periferia occidentale di Napoli. Le indagini, avviate nel novembre 2024 e coordinate dai magistrati del pool anticamorra guidato dal procuratore Gratteri e dall’aggiunto Sergio Amato, hanno preso le mosse da un attentato esplosivo contro l’abitazione di Antonio Lago, considerato uno dei vertici della storica organizzazione criminale. Da quel momento gli investigatori hanno ricostruito una lunga sequenza di episodi violenti, maturati nel quadro dello scontro tra le fazioni dell’ex clan Esposito-Marsicano e quella dei Lago.

Una contrapposizione che avrebbe trasformato le strade di Pianura in un teatro di intimidazioni e azioni armate, con l’obiettivo di conquistare posizioni di forza nel redditizio mercato degli stupefacenti. Il bilancio investigativo conta almeno 15 episodi di stese e azioni violente documentati a partire dal 2025. Colpi d’arma da fuoco esplosi in strada, raid intimidatori e tentati omicidi che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbero stati funzionali alla conquista delle piazze di spaccio e all’eliminazione di ogni forma di resistenza. Una violenza che non ha risparmiato neppure chi non aveva alcun legame con gli ambienti criminali. “Ne ha pagato le conseguenze un cittadino alla fermata dell’autobus per andare al lavoro, che ha perso un occhio”, ha spiegato il dirigente della Squadra Mobile, Mario Grassia, sottolineando la pericolosità di una conflittualità che ha coinvolto anche persone completamente estranee alle dinamiche dei clan.

E’ proprio in questo contesto che, secondo l’accusa, si sarebbe affermato il clan Perfetto. Nel dicembre 2024, uno degli esponenti di vertice del disgregato gruppo Pesce-Marfella avrebbe dato vita a una nuova organizzazione, assumendone progressivamente il controllo e costruendo una struttura criminale in grado di soppiantare le altre fazioni. Un’ascesa rapida, accompagnata dall’imposizione di nuove regole agli altri gruppi attivi sul territorio. Il controllo delle attività illecite sarebbe diventato sempre più capillare, fino a raggiungere anche le piazze di spaccio di altre zone della città, da Soccavo a Fuorigrotta e Cavalleggeri. Il cuore degli affari sarebbe rimasto il traffico di droga. Gli investigatori hanno ricostruito un sistema di vendita organizzato su turni, con piazze operative 24 ore su 24 e una vera e propria organizzazione del lavoro.

“Piazze di spaccio H24, su turni, con paghe di 550 euro a settimana”, è stato spiegato nel corso della conferenza stampa. Secondo quanto emerso dalle indagini, una singola piazza avrebbe potuto generare un giro d’affari di circa 50mila euro al mese. Un mercato che il gruppo avrebbe cercato di monopolizzare, imponendo ai gestori delle altre piazze il versamento del 50 per cento dei profitti oppure l’obbligo di acquistare la droga esclusivamente dai propri canali di approvvigionamento. Chi non si fosse adeguato alle disposizioni del gruppo sarebbe stato sottoposto a minacce e intimidazioni. In un’intercettazione, gli investigatori avrebbero documentato quanto accadeva all’interno di un bunker utilizzato per le attività di spaccio: un capopiazza sarebbe stato minacciato con una pistola, della quale si percepisce anche il rumore della scarrellata.

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Domenico Cicalese
Originario dell'area Nord di Napoli, giornalista professionista, ha maturato a Cronache una lunga esperienza nella cronaca nera e giudiziaria. Ha curato i più importanti servizi sia relativi al capoluogo sia alla provincia di Napoli. Nel corso degli anni si è occupato di criminalità organizzata, di questioni sociali e occupazionali, di problemi del territorio, di politica e dei procedimenti giudiziari relativi ai principali fatti di cronaca nera, soprattutto nell'area Nord di Napoli e nel capoluogo partenopeo.

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