NAPOLI – Gli inquirenti hanno ricostruito lo scontro per il controllo del narcotraffico nel quartiere Pianura tra il clan Perfetto e il gruppo emergente guidato da Luca Musto, che discende dai Santagata. Ma andiamo con ordine. L’attività investigativa della squadra mobile della questura (diretta da Mario Grassia) e della Dda, è cominciata nel 2024 dopo l’attentato esplosivo contro l’abitazione di Antonio Lago. Gli agenti hanno documentato una prima faida a Pianura tra i Lago e gli Esposito-Marsicano, fatta di stese e atti intimidatori. Nel dicembre dello stesso anno, con la scarcerazione del 24enne Mattia Perfetto gli equilibri sono mutati, quest’ultimo si è imposto sul territorio prendendo il sopravvento sugli altri gruppi, scrivono i magistrati nell’ordinanza cautelare, che ieri ha portato in carcere 28 persone (CLICCA QUI PER VEDERE TUTTI I NOMI E FOTO).
Il gruppo Perfetto avrebbe gestito la più grande piazza di spaccio del quartiere in via Evangelista Torricelli al rione Cannavino. La base logistica allestita in un ‘bunker’ in via Torricelli in un locale terraneo completamente blindato. Secondo gli inquirenti della Procura, al vertice Mattia Perfetto e Mario Fiscarelli. Poi i gestori intermediari e gli addetti allo spaccio. Una macchina per vendere droga. Non solo. La fazione avrebbe preteso una quota settimanale, o ogni due settimane, sui proventi delle altre piazze di spaccio: una sorta di monopolio del narcotraffico. L’unica paranza capace di opporsi è quella, che sarebbe stata guidata da Luca Musto. Anche questo gruppo avrebbe provato a monopolizzare le piazze di droga, imponendo una quota sui proventi. Da qui lo scontro frontale tre le due fazioni. La base operativa era in via Luigi Santamaria. Cocaina, marijuana e hashish acquistati, custoditi e ceduti con richieste al telefono e consegne a domicilio.
Sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, Luca Musto avrebbe ricoperto il ruolo di capo e organizzatore, impartendo le direttive e gestendo i rifornimenti e i guadagni della piazza di spaccio di via Luigi Santamaria. Ciro Battista, Emanuele Marotta, Cristian Cacace, Claudio Riccardo Garavini, Vincenzo Cimmino, Elia Seta e Antonio Izzo avrebbero agito come corrieri e pusher per la distribuzione della droga. L’organizzazione si è contrapposta nel tempo ai gruppi rivali guidati da Mattia Perfetto e Antonio Lago.
Le intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno svelato la gestione diretta di due lucrose piazze di spaccio con un modus operandi strutturato. Oltre al punto vendita di via Santamaria, il gruppo avrebbe controllato una seconda piazza nel complesso delle Case Gialle in via José Maria Escrivá. Le attività tecniche hanno documentato un disegno organizzativo rigido e capillare.


















