Ucraina: a Zaporizhzhia gravi danni, spento reattore. Allarme Aiea, rischio disastro nucleare

In foto il direttore generale Rafael Mariano Grossi dell'AIEA a Vienna (AP Photo/Theresa Wey)

MILANO – In Ucraina c’è un “rischio molto reale di un disastro nucleare”. A lanciare l’allarme, all’indomani del raid alla centrale nucleare di Zaporizhzhia per il quale Mosca e Kiev si accusano reciprocamente, è il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Mariano Grossi, che ha chiesto di porre fine immediatamente a qualsiasi azione militare vicino al sito.

“Sono estremamente preoccupato per il bombardamento di ieri alla più grande centrale nucleare d’Europa”, ha detto Grossi, affermando che “le azioni militari che mettano a repentaglio la sicurezza e l’incolumità della centrale nucleare di Zaporizhzhia sono del tutto inaccettabili e devono essere evitate a tutti i costi”. Intanto in Vaticano papa Francesco ha ricevuto l’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash.

Sul tavolo dell’incontro il viaggio del pontefice in Ucraina, che secondo quanto ha lasciato intendere l’ambasciatore potrebbe essere prima di quello in Kazakistan in programma per settembre: “L’Ucraina da molti anni e soprattutto dall’inizio della guerra è in attesa del Papa e sarà felice di salutarlo prima del suo viaggio in Kazakistan”, ha scritto Yurash su Twitter, riferendo che Francesco ha espresso parole importanti dicendogli che “sono molto vicino all’Ucraina e voglio esprimere questa vicinanza con la mia visita all’Ucraina”.

A proposito di Zaporizhzhia, l’operatore ucraino della centrale, Energoatom, ha comunicato che parte dell’impianto è stato “gravemente danneggiato” dai raid che attribuisce ai russi, costringendo alla chiusura di un reattore: i raid “hanno causato un rischio grave per il funzionamento sicuro dell’impianto” e un cavo dell’energia è stato danneggiato, costringendo uno dei reattori a smettere di funzionare, ha fatto sapere l’agenzia, aggiungendo che c’è ancora il rischio di perdite radioattive.

“Secondo l’Ucraina, non ci sono stati danni ai reattori stessi e nessun rilascio radiologico. Tuttavia, ci sono danni in altre parti del sito”, afferma Grossi, sottolineando che “il personale ucraino che gestisce l’impianto sotto l’occupazione russa deve essere in grado di svolgere i propri compiti importanti senza minacce o pressioni che pregiudichino non solo la propria sicurezza ma anche quella dell’impianto stesso”.

Quella di Zaporizhzhia è la centrale nucleare più grande d’Europa. La Russia ne ha preso il controllo a marzo, ma vi ha mantenuto gli impiegati ucraini. Energoatom accusa Mosca dicendo che i soldati russi starebbero usando i sotterranei per nascondersi dagli attacchi ucraini e hanno impedito allo staff ucraino di recarvisi: “Il personale ucraino non ha accesso a questi locali, perciò nel caso di un nuovo bombardamento le persone non potrebbero rifugiarvisi e sarebbero in pericolo”, ha dichiarato l’impresa d’energia statale.

Un concetto ribadito anche dal responsabile dell’amministrazione regionale di Zaporizhzhia, Oleksandr Starukh, che in tv ha spiegato che in caso di incidente nella centrale nucleare di Zaporizhzhia sarebbe quasi impossibile compiere evacuazioni. Lo scambio di accuse su quanto accaduto venerdì è proseguito: le autorità russe installate nella regione occupata hanno riconosciuto i danni alla centrale ma hanno puntato il dito contro l’Ucraina; Kiev, dal canto suo, accusa la Russia di attuare “provocazioni pericolose”.

“Questa giornata in Europa è stata possibile solo perché la centrale nucleare di Zaporizhzhia per miracolo ieri non è esplosa. La Russia l’ha presa e sta attuando lì provocazioni pericolose. L’Aiea/Onu devono chiedere che la Russia si ritiri dalla centrale nucleare e la consegni al controllo di una commissione speciale”, ha affermato Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Mentre l’Ue, per bocca dell’Alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell, ha condannato quelle che ha definito “le attività militari della Russia intorno alla centrale nucleare”. “Questa è una violazione grave e irresponsabile delle regole di sicurezza nucleare e un altro esempio del disprezzo della Russia per le norme internazionali”, ha dichiarato Borrell.(LaPresse)

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