Speranza: “La campagna vaccinale deve accelerare”. Sondaggisti: “Aumentano dubbiosi”

Foto Roberto Monaldo / LaPresse Nella foto Roberto Speranza

ROMA – La campagna vaccinale “va avanti e deve accelerare”. Roberto Speranza non ha dubbi su quale sia l’unica arma chiave contro il covid. Il caso Astrazeneca ha imposto un parziale pit-stop ma nessuno nel governo pensa che Ema possa non ribadire il via libera al vaccino. Per questo un piano B a oggi non viene nemmeno preso in considerazione.

L’impegno, piuttosto, è tutto sul recuperare le circa 200mila vaccinazioni che sono saltate in questi giorni. L’obiettivo è di tornare a regime nel giro di due settimane, anche grazie ad un incremento di dosi da parte di Pfizer. Se dal punto di vista logistico il generale Figliuolo è pronto a spingere a pieni giri il motore della sua struttura il problema principale potrebbe diventare quello di rassicurare gli italiani, le cui perplessità stanno aumentando.

Dopo gli ultimi accadimenti relativi al vaccino Astrazeneca “la percentuale dei dubbiosi è passata dal 15% al 20%”, spiega a LaPresse il sondaggista Antonio Noto. E non si parla di ‘no vax’ quanto di “quel gruppo di persone che dichiara di prendere in considerazione l’idea di vaccinarsi ma, allo stesso tempo, di voler attendere per vedere i primi risultati della campagna”.

Una maggiore titubanza degli italiani nell’aderire alla campagna vaccinale viene registrata pure da Carlo Buttaroni, presidente di Tecnè. “Dopo la fiducia iniziale si sono accesi i dubbi – argomenta – fra quelli che si dichiaravano ansiosi di aderire alla campagna vaccinale circa il 10% ha invece tirato un po’ il freno a mano”.

Per questo il ministro Speranza aspetta risposte celeri e chiare da parte degli enti regolatori. Solo così si potrà “rilanciare”. A partire da metà aprile infatti è attesa anche un’ulteriore arma, ovvero il vaccino monodose di Johnson&Johnson.

In generale le attese, se non ci saranno altri ritardi dalle case farmaceutiche sulle quali il pressing è “quotidiano”, sono di circa 50milioni di dosi di vaccino in arrivo nel secondo trimestre dell’anno e 80 milioni nel terzo. Una dotazione cospicua che necessiterà di un impegno mostruoso per l’inoculazione. In queste ore, a tal proposito, Speranza annuncia di valutare una norma “che renda ancora più diretta la possibilità di aprire alle vaccinazioni in farmacia”.

Una mossa che segue alla lettera il grido di battaglia del generale Figliuolo: “Vaccinare ovunque, chiunque e nel più breve tempo possibile. Come sottolineato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo messaggio per il 160esimo anniversario dell’Unità d’Italia servirà ancora una volta lo “spirito di democrazia, unità e di coesione” che il Paese “duramente colpito dall’emergenza sanitaria” ha saputo dimostrare in questo anno di pandemia.(LaPresse)

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