Figure come Costantino Rozzi o Luciano Gaucci, presidenti-patron dai modi poco convenzionali, sembravano appartenere a un’epoca passata del calcio. Tuttavia, in un panorama dominato da fondi di investimento e multiproprietà, esiste ancora un’eccezione che incarna quello spirito viscerale. Si tratta di Franco Tarabotto, presidente ultraottantenne del Vado.
La squadra di Vado Ligure, in provincia di Savona, ha riportato il club tra i professionisti dopo un’assenza durata 78 anni. Il Vado Football Club non è un nome qualunque nella storia del calcio italiano: i rossoblù sono stati i primi a vincere la Coppa Italia, nel 1922, superando l’Udinese nella finale inaugurale. L’ultima stagione nel professionismo risaliva al 1947-48, fino alla promozione ottenuta la scorsa primavera vincendo il Girone A di Serie D.
A guidare il club negli ultimi tredici anni è stato proprio il vulcanico Franco Tarabotto. La sua gestione è caratterizzata da un rapporto tormentato con gli allenatori. Nella passata stagione, ad esempio, ha esonerato il tecnico Roselli quando la squadra si trovava al primo posto in classifica, chiamando al suo posto Marco Sesia, che ha poi centrato la promozione in Serie C.
Una tendenza che si è confermata anche nell’attuale campionato. Dopo appena quattro giornate, la sconfitta interna con il Campobasso è costata la panchina a Matteo Pastorino. “Se il presidente chiede una cosa, l’allenatore la deve fare”, ha dichiarato Tarabotto per spiegare la sua decisione. Un video lo ha ripreso mentre, durante la partita, scendeva dalla tribuna per urlare alla squadra e al tecnico. La società ha da poco annunciato Giancarlo Riolfo come nuovo allenatore, il terzo da inizio stagione contando l’interim.
Gli episodi sopra le righe non sono una novità. Nel 2022, durante un derby di Serie D contro il Ligorna, Tarabotto ha protestato contro la terza espulsione ai danni di un suo giocatore prendendo il megafono dello stadio e gridando all’arbitro: “Complimenti, sei un fenomeno!”. Il gesto gli è costato una multa di mille euro e una certa notorietà mediatica.
Il presidente è noto anche per i suoi sogni di mercato. L’estate scorsa ha portato a Vado Enock Barwuah, con il desiderio di affiancargli il fratello maggiore, Mario Balotelli, allora svincolato. Il progetto non si è concretizzato e lo stesso Enock ha lasciato il club dopo pochi mesi. Episodi che delineano il profilo di un patron d’altri tempi, che continua a vivere il suo legame con il calcio di provincia con una passione quasi anacronistica.









