Venus Williams, ko a Washington: è la 12ª sconfitta

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Sport tennis
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Il campo ha emesso il suo verdetto: Venus Williams ha subito la dodicesima sconfitta consecutiva, la nona in altrettante partite disputate nella stagione in corso. L’ultima battuta d’arresto è arrivata al primo turno del torneo di Washington, dove la tennista americana ha ceduto nettamente alla russa Veronika Potapova con il punteggio di 6-3, 6-3.

Questa serie negativa solleva interrogativi sulla sua continua partecipazione al circuito tramite wild card. A 46 anni, la campionessa statunitense ha beneficiato di numerosi inviti nel corso della stagione, competendo su tutte le superfici, dal cemento all’erba fino alla terra battuta, senza però mai riuscire a ottenere una vittoria. La sua striscia di sconfitte è iniziata oltre un anno fa.

La discussione non riguarda il valore della sua carriera, ma l’opportunità di assegnare inviti a un’atleta che, pur essendo una leggenda, fatica a essere competitiva. La concessione di una wild card a una sette volte vincitrice di tornei dello Slam, come nel caso di Washington, sottrae di fatto un posto nel tabellone principale a giocatrici più giovani o in una fase ascendente della loro carriera.

Nessuno mette in discussione il suo palmarès. Con 49 titoli vinti in quasi tre decenni di professionismo, Venus Williams resta un monumento di questo sport. La sua presenza garantisce visibilità e pubblico agli organizzatori, e la passione che ancora la anima è evidente. Proprio a Washington, nell’edizione precedente, aveva ottenuto un risultato notevole, diventando una delle giocatrici più anziane a vincere una partita nel circuito maggiore.

Quella vittoria, tuttavia, appare oggi un ricordo lontano. Da quel momento, le soddisfazioni sul campo sono mancate. Tra le sconfitte più amare c’è sicuramente quella subita agli Australian Open contro Olga Danilovic, quando si è trovata in vantaggio per 4-0 nel set decisivo prima di perdere sei game consecutivi e il match.

I numeri degli ultimi anni sono eloquenti: dall’inizio del 2020, ha disputato 50 incontri vincendone appena 8, senza mai superare il secondo turno di un torneo. Se da un lato vederla giocare rappresenta un omaggio alla sua straordinaria longevità sportiva, dall’altro la perplessità rimane: ha ancora senso premiare il suo passato a discapito del presente e del futuro del tennis femminile?

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