VARCATURO – Una scia di violenza che parte da una banale lite per un paio di occhiali rotti e si conclude con un arresto in ospedale, passando per un pestaggio brutale e un misterioso accoltellamento. È il drammatico scenario ricostruito dai Carabinieri della stazione di Varcaturo, che all’alba di oggi, 28 settembre 2026, hanno messo fine all’incubo di una 25enne e assicurato alla giustizia il suo compagno, un 26enne del posto già noto alle forze dell’ordine.
Tutto ha inizio poco dopo le 7 del mattino, quando una telefonata concitata al 112 segnala la presenza di un uomo ferito in via Carrafiello, nei pressi di un noto albergo della zona. Una pattuglia giunge rapidamente sul posto e trova la scena descritta: un giovane, il 26enne, si tampona disperatamente una profonda ferita da taglio al braccio con un lenzuolo intriso di sangue. Immediatamente soccorso dal personale del 118, viene trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. I militari, intuendo che la vicenda possa avere contorni più complessi, lo seguono.
È proprio nel caos del triage del nosocomio puteolano che il quadro si rivela in tutta la sua agghiacciante chiarezza. L’uomo, in attesa di cure, incrocia lo sguardo di una ragazza, una 25enne che si trova lì per farsi medicare. È la sua fidanzata. Invece di mostrare preoccupazione, il 26enne perde ogni controllo. La riconosce e, incurante della presenza di medici, pazienti e carabinieri, inizia a minacciarla. La sua furia è incontenibile: si avvicina e le sferra un violento calcio in pieno petto. I militari intervengono all’istante, bloccandolo a fatica e separandolo dalla vittima.
A questo punto, è necessario capire cosa sia successo. I carabinieri si avvicinano alla 25enne. È terrorizzata, sotto shock, ma con coraggio inizia a raccontare. I due, fidanzati, stavano rientrando dopo una serata con amici. Una discussione, apparentemente futile, scoppia quando lui le danneggia accidentalmente gli occhiali. Ma quel pretesto scatena una violenza inaudita. Mentre si trovano sulla soglia della camera d’albergo dove il 26enne vive stabilmente, lui l’afferra per i capelli e la trascina con brutalità per i corridoi della struttura, fino in strada. Lì, la colpisce ripetutamente con calci e pugni. La ragazza, in un momento di lucidità e disperazione, riesce a divincolarsi e a fuggire, trovando rifugio nella vicina abitazione dei suoi genitori. Saranno loro ad accompagnarla in ospedale, dove il destino la farà rincontrare con il suo aguzzino.
Ma come si è procurato la ferita al braccio il 26enne? Dagli accertamenti emerge un tassello fondamentale. Pochi istanti dopo aver pestato la fidanzata, mentre lei era in fuga, l’uomo sarebbe stato avvicinato da un’auto. Qualcuno a bordo, verosimilmente intervenuto per difendere la ragazza dopo aver assistito alla scena o essere stato allertato, lo avrebbe colpito con un’arma da taglio, per poi dileguarsi.
Il racconto della 25enne ai militari si fa ancora più cupo. Confessa che non si è trattato di un episodio isolato, ma dell’apice di una lunga serie di abusi, fatti di scenate di gelosia, controllo ossessivo e violenze psicologiche e fisiche. Un inferno quotidiano che la ragazza ha subito in silenzio, fino a questa tragica notte.
Per entrambi, la prognosi dei medici è di 10 giorni. Ma se le ferite fisiche guariranno, quelle dell’anima richiederanno più tempo. Per il 26enne, invece, le porte del carcere si sono aperte subito dopo le cure. È stato arrestato con le pesanti accuse di lesioni e stalking, ponendo fine, almeno per ora, alla sua spirale di violenza.









