Un imprevisto nel trasferimento verso Singapore ha costretto Charles Leclerc a un cambio di programma. Il pilota della Ferrari, in viaggio per partecipare al sedicesimo appuntamento del mondiale di Formula 1, ha dovuto rinunciare al suo volo privato a causa di un ritardo e optare per un percorso alternativo via terra.
La vicenda ha avuto inizio in Malesia, dove il monegasco si era recato in aeroporto per imbarcarsi sul velivolo diretto alla città-Stato. Tuttavia, la partenza del jet è stata posticipata, un contrattempo che ha avuto una conseguenza decisiva: la perdita della finestra oraria assegnata per l’atterraggio all’aeroporto di Seletar, scalo spesso utilizzato dai voli privati. L’episodio è stato raccontato dal fotografo Kym Illman, una figura nota nel paddock della F1.
Una volta ricevuta la comunicazione che l’autorizzazione all’atterraggio era stata negata, Leclerc ha dovuto trovare una soluzione rapida. Considerata la distanza relativamente breve tra l’area di Sepang e Singapore, circa 350 chilometri, la scelta più pratica è stata quella di completare il tragitto in automobile. Il pilota si è quindi messo al volante per un viaggio di circa quattro ore, riuscendo così a raggiungere la destinazione per gli impegni del fine settimana di gara.
Questo tipo di disavventura logistica non è una novità per il pilota della Ferrari. Un episodio simile era infatti già accaduto in passato, al ritorno dal Gran Premio dell’Azerbaigian. In quell’occasione, il jet privato su cui viaggiava non era riuscito ad atterrare a Nizza a causa di una violenta tempesta. Insieme a Leclerc c’era anche il suo compagno di squadra, Carlos Sainz.
I due piloti erano stati costretti ad atterrare in un aeroporto del centro Italia e avevano dovuto noleggiare un furgone per poter raggiungere Montecarlo. “Dopo un weekend davvero difficile a Baku, pensavo che non potesse andare peggio”, aveva commentato all’epoca Leclerc dal posto del passeggero. Sainz, che si trovava alla guida del minivan, aveva aggiunto: “Il nostro volo è stato dirottato per il nubifragio. Non siamo potuti atterrare a Nizza e così siamo arrivati in centro Italia. Abbiamo noleggiato un van e ora siamo… non sappiamo dove”.
Entrambi gli episodi mostrano come anche per i piloti di Formula 1, abituati a spostamenti rapidi e organizzati, gli imprevisti logistici possano essere sempre dietro l’angolo, richiedendo flessibilità e spirito di adattamento.









