L’infortunio al ginocchio destro che ha fermato Jannik Sinner è una delle problematiche più comuni per gli sportivi di alto livello. A fare chiarezza sulla situazione è stato il dottor Fabrizio Tencone, medico dello sport e direttore del centro Isokinetic di Torino, con un passato nello staff della Juventus.
Secondo l’esperto, pur parlando in via ipotetica non avendo visitato l’atleta, la scelta di non procedere con un’operazione chirurgica è un segnale positivo. Se si fosse trattato di una lesione grave, l’opzione chirurgica sarebbe stata la più probabile. La decisione di optare per una gestione conservativa conferma quindi una gravità modesta del problema, verosimilmente la sindrome della bandelletta ileotibiale.
Le patologie tendinee sono frequenti e si gestiscono quasi sempre senza interventi, affidandosi a cure e a un’attenta programmazione. Il dolore, in questo contesto, è una componente quasi quotidiana per un professionista. Non deve essere visto come il principale spauracchio, a meno che non derivi da un trauma acuto. Nel caso di Sinner, il dolore ha iniziato a limitare la sua performance, rendendo necessario uno stop per risolverlo prima di tornare in campo.
Per questo motivo, la sua carriera non sarà assolutamente compromessa. L’infiammazione della bandelletta ileotibiale è un problema che si risolve con pazienza. I tempi di recupero per le patologie tendinee sono sempre medio-lunghi, spesso non inferiori alle dodici settimane per ottenere risultati concreti. Un percorso simile a quello affrontato da Carlos Alcaraz per i suoi problemi al polso, dal quale è rientrato in buone condizioni.
La medicina più efficace per una tendinopatia, secondo le attuali evidenze scientifiche, è l’esercizio mirato al recupero della forza. Lavorare sulla muscolatura fornisce stimoli riparativi al tendine che, pur non guarendo completamente, torna a funzionare bene grazie al supporto muscolare.
I programmi di riabilitazione prevedono un rinforzo progressivo. Quando gli esercizi non provocano più un leggero fastidio, è necessario aumentare i carichi per continuare a stimolare il tessuto in modo efficace. La cura più certa, quindi, è il rinforzo muscolare eseguito con un livello di dolore controllato.
Ora, per il numero 1 al mondo, la strada da seguire è chiara. Dovrà affidarsi completamente al suo staff medico, che è stato definito preparatissimo, e seguire le indicazioni terapeutiche prescritte. Ci vorranno tempo e lavoro, ma il ritorno alla piena forma fisica e competitiva è un obiettivo raggiungibile.









