Non è iniziata nel migliore dei modi l’avventura dell’allenatore Alessio Dionisi sulla panchina del Watford. Dopo l’ultima esperienza in Serie A con l’Empoli, durata appena cinque mesi, il tecnico italiano ha scelto di affrontare la sua prima sfida professionale all’estero, ripartendo dalla Championship, la combattuta seconda divisione inglese. La guida del club è stata affidata a lui dalla proprietà che gestisce anche l’Udinese, un legame che ha favorito la presenza in rosa di diversi giocatori passati per il campionato italiano.
Tuttavia, dopo un avvio di stagione molto complicato, la squadra ha un disperato bisogno di invertire la rotta per non compromettere l’annata. I risultati delle prime nove giornate di campionato hanno infatti relegato il Watford al ventesimo posto in classifica, quintultimo e con un solo punto di margine sulla zona retrocessione. Il bilancio finora è di appena otto punti, frutto di due vittorie, due pareggi e ben cinque sconfitte. A preoccupare è soprattutto il trend recente, con la squadra che ha perso cinque delle ultime sei partite disputate.
Il problema più evidente riguarda il reparto offensivo, che si è dimostrato il peggiore dell’intera lega. Con soli sette gol segnati in nove partite, il Watford condivide questo triste primato con il Lincoln, che però si trova cinque posizioni più in alto in classifica. L’attacco è rimasto a secco nelle ultime due uscite e ha prodotto appena tre reti nelle ultime cinque gare, un dato che evidenzia una grave sterilità in fase di finalizzazione.
Anche la fase difensiva non ha offerto particolari garanzie. Le quattordici reti subite collocano la retroguardia degli Hornets tra le più battute del torneo: solo sei squadre sulle ventitré avversarie hanno incassato più gol. Questo squilibrio tra un attacco inefficace e una difesa fragile spiega le attuali difficoltà della squadra nel trovare continuità di risultati.
Scorrendo la rosa a disposizione di Dionisi, spicca la forte presenza di calciatori provenienti dalla Serie A. Il nome più noto è quello di Edoardo Bove, che ha deciso di ripartire dall’Inghilterra dopo il malore che lo ha colpito e l’impossibilità di proseguire la carriera in Italia per regolamento, a seguito dell’installazione di un defibrillatore sottocutaneo. Tra i pali il titolare è un altro italiano, l’ex portiere del Bologna Federico Ravaglia. Folta anche la colonia di ex giocatori dell’Udinese, che comprende Branimir Mlacic, l’argentino Martin Payero, Jordan Zemura e il giovane attaccante Iker Bravo. A questi si aggiunge il talentino irlandese Rocco Vata, cresciuto nel Celtic e considerato una delle promesse più interessanti.


