Zuppi: il tennis è una metafora della lotta spirituale

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Sport tennis
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Il cardinale Matteo Zuppi ha offerto una riflessione sul legame tra spiritualità e tennis, firmando la presentazione del libro di Ludwig Monti “Il rovescio di un biblista – Lessico spirituale del tennis”. Il presidente della Cei ha analizzato i punti di contatto tra la dottrina cristiana e uno sport spesso definito “del diavolo”.

Secondo il cardinale, il tennis rappresenta una potente metafora della “lotta spirituale”. Ha spiegato che questo sport costringe a confrontarsi prima di tutto con i propri demoni interiori e solo in un secondo momento con l’avversario. Questa battaglia contro se stessi e le inclinazioni al male è un esercizio che, secondo Zuppi, tutti dovrebbero imparare per evitare di cadere nel peccato.

Ha inoltre sottolineato come lo sport possa insegnare a “fare squadra” per vincere insieme. “Ho scelto il tennis innanzitutto perché sono convinto che rappresenti un’impareggiabile metafora della lotta spirituale”, ha affermato, aggiungendo che questo apprendimento potrebbe portare a far tacere le armi nel mondo, “con l’unico inconveniente di qualche racchetta rotta per la rabbia”.

La riflessione si è poi estesa al concetto di fraternità. Zuppi ha descritto il tennis come una “faticosa palestra di fraternità”, un viaggio per scoprire nell’altro il volto di un fratello. Questo percorso si manifesta simbolicamente nell’abbraccio a rete tra i giocatori al termine della partita, indipendentemente dal risultato. “Il tennis è un frammento del caleidoscopico amore del Dio che ha tanto amato il mondo”, ha proseguito.

In una postilla, il cardinale ha rivelato l’intenzione di discutere di questi temi con Papa Leone XIV, da lui definito un appassionato tennista dilettante. “Mi dicono che è dotato proprio di un ottimo rovescio”, ha aggiunto con una nota di curiosità.

Il Pontefice ha infatti dimostrato in più occasioni il suo interesse per questo sport. In un incontro avvenuto in Vaticano, ha ricevuto in dono una racchetta da Jannik Sinner. All’invito del tennista a fare due scambi, il Papa ha risposto con un sorriso, suggerendo che fosse meglio evitare per non danneggiare la sala. Ha poi concluso con una battuta sul proprio abito bianco: “Certo però che a Wimbledon mi farebbero giocare”.

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