NAPOLI – È morto nella notte fra domenica e ieri, all’età di 89 anni, Tino Santangelo, stimato giurista e notaio che ha ricoperto anche la carica di vice sindaco del Comune di Napoli. Santangelo fu nominato da Rosa Russo iervolino durante il suo secondo mandato, dal 2006 al 2011. Presidente della Bagnolifutura, la società partecipata del Comune che gestiva l’ex Italsider, prima del commissariamento arrivato col Governo Renzi. Stando a quanto riferito da fonti delle forze dell’ordine il notaio si è tolto la vita gettandosi dall’ottavo piano del palazzo in cui risiedeva, in corso Vittorio Emanuele. Titolare di uno storico studio notarile, Santangelo era anche un appassionato e raffinato conoscitore di gouache. Nel 1993 fu protagonista della stagione dei sindaci e della società civile candidandosi alla carica di sindaco di Napoli. Venne sconfitto al primo turno; al ballottaggio si confrontarono Alessandra Mussolini e Antonio Bassolino, poi eletto anche grazie all’apparentamento con la lista civica creata da Santangelo, Democratici di sinistra. Dal 19 giugno 2006 al 15 maggio 2011 ha ricoperto gli incarichi di assessore all’Urbanistica e vicesindaco del Comune.
Era atteso da un nuovo processo per la vicenda di Bagnoli Futura il prossimo 6 marzo davanti alla seconda sezione della Corte d’Appello. L’udienza era stata convocata dopo che lo scorso maggio la Cassazione aveva annullato l’assoluzione dell’appello bis accogliendo il ricorso del sostituto procuratore generale Buda. Il 29 ottobre del 2024 la quinta sezione della Corte di Appello di Napoli lo aveva assolto con la formula “perché il fatto non sussiste” dal presunto disastro ambientale colposo per Bagnoli futura. Il procedimento giudiziario risale al 2014 mentre le indagini presero il via nel 2007. In primo grado, nel 2018, Santangelo venne condannato a tre anni di reclusione. Convinto della sua innocenza, fece appello rinunciando nel successivo grado di giudizio alla prescrizione.
Al termine del procedimento, la Corte di Appello di Napoli assolse tutti gli imputati, escludendo che “Bagnoli Futura” avesse cagionato un disastro con la bonifica nel periodo che va dal 2005 al 2013. In seguito ad un ricorso, la Cassazione annullò le assoluzioni e rinviò il processo ad un’altra sezione della Corte di Appello, con il compito di accertare, nel merito, se la bonifica avesse comunque aggravato la situazione di inquinamento ambientale. Anche in questo caso gli imputati furono assolti, appunto ad ottobre del 2024. Successivamente, con il ricorso della procura generale, la vicenda è tornata in corte di Cassazione, che lo scorso maggio ha annullato la sentenza dell’appello bis e ha disposto un nuovo processo, il quinto.
La famiglia Santangelo “esclude categoricamente il collegamento del decesso del notaio con gli ultimissimi sviluppi delle vicende processuali”, come reso noto in un comunicato. Secondo quanto si apprende il notaio, prima di togliersi la vita, ha lasciato un biglietto con il quale salutava la sua famiglia. “Profondo cordoglio” viene espresso dal Consiglio notarile dei Distretti Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola.





















