Egadi: un progetto per salvare la Pinna nobilis

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Conservazione marina
Conservazione marina

È stato avviato un ambizioso programma di conservazione nell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, in Sicilia, con l’obiettivo di salvare dall’estinzione la Pinna nobilis, il più grande mollusco bivalve del Mediterraneo. Questa specie, fondamentale per la salute degli ecosistemi marini, ha subito una mortalità di massa superiore al 99% a partire dal 2016, a causa di un’epidemia causata dal parassita protozoo *Haplosporidium pinnae*.

Il progetto, frutto della collaborazione tra l’ente gestore dell’AMP, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e diverse università italiane, si concentrerà su una strategia di ripopolamento assistito. La Pinna nobilis, nota anche come nacchera o cozza penna, svolge un ruolo cruciale: ogni individuo può filtrare decine di litri d’acqua all’ora, migliorandone la limpidezza, e le sue grandi conchiglie offrono un substrato e un rifugio per centinaia di altre specie, creando vere e proprie oasi di biodiversità.

L’intervento operativo prevedrà l’installazione di speciali strutture sottomarine chiamate “larvari” o “collettori larvali”. Questi dispositivi sono progettati per intercettare le larve planctoniche della Pinna nobilis durante il loro stadio natante, offrendo una superficie sicura e protetta su cui possono attecchire e iniziare il loro sviluppo. I collettori saranno posizionati in aree strategiche dell’arcipelago, identificate come corridoi ecologici o zone con una residua presenza di esemplari adulti sopravvissuti, che potrebbero ancora essere in grado di riprodursi.

Una volta che i giovani molluschi avranno raggiunto una dimensione sufficiente a garantirne maggiori probabilità di sopravvivenza, verranno attentamente monitorati. Una parte di essi potrà essere trasferita in “aree nursery” a profondità maggiori o in zone meno esposte al parassita e ad altri stress ambientali, come l’aumento delle temperature marine legato al cambiamento climatico. L’obiettivo a lungo termine è quello di creare una rete di piccole popolazioni resilienti, in grado di fungere da serbatoio genetico e di favorire, in futuro, una ricolonizzazione naturale delle praterie di Posidonia oceanica, habitat d’elezione di questo gigante buono del mare.

Questo sforzo si inserisce in un contesto di iniziative simili che si stanno sviluppando in tutto il bacino del Mediterraneo, dalla Spagna alla Grecia, nel tentativo coordinato di non perdere per sempre una specie iconica e insostituibile. Il successo del progetto nelle Egadi sarà fondamentale non solo per l’arcipelago, ma rappresenterà un modello di riferimento e una speranza concreta per la salvaguardia della biodiversità marina dell’intero “Mare Nostrum”.

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