Sardegna, stop a eolico e fotovoltaico a terra

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Paesaggio tutelato
Paesaggio tutelato

In Sardegna, la proposta di legge di iniziativa popolare n. 3/XVII, soprannominata “Pratobello 24”, inizierà il suo iter legislativo. L’esame del testo è stato fissato per il 4 marzo 2026 presso le Commissioni IV (Governo del territorio) e V (Attività produttive) del Consiglio Regionale.

Il cuore della proposta è un divieto netto e generalizzato all’installazione di nuove centrali energetiche di grandi dimensioni su vaste aree del territorio sardo. Nello specifico, il testo mira a bloccare la realizzazione di impianti fotovoltaici industriali a terra, di sistemi agrivoltaici e di parchi eolici terrestri.

Il divieto non sarà discrezionale, ma basato su criteri oggettivi. La legge, se approvata, introdurrà una mappatura georeferenziata che identificherà in modo inequivocabile tutte le zone considerate “non idonee”. Queste aree includono, tra le altre, terreni agricoli, zone di interesse paesaggistico, siti archeologici, aree naturali protette e corridoi ecologici, di fatto preservando una porzione significativa dell’isola da un’eccessiva pressione industriale.

L’iniziativa legislativa nasce dal basso, promossa da una vasta rete di comitati civici e associazioni per la difesa del territorio. Proprio questi comitati saranno i primi protagonisti del processo istituzionale: un primo ciclo di audizioni parlamentari è già stato programmato per ascoltare le loro ragioni e approfondire le criticità sollevate. Il loro obiettivo è porre un freno a quella che definiscono una “aggressione” al paesaggio sardo, alimentata dagli incentivi per le energie rinnovabili.

I promotori sostengono che la transizione ecologica non debba avvenire a scapito del patrimonio agricolo, culturale e naturale dell’isola. La loro battaglia non è contro le energie pulite in sé, ma contro il modello di sviluppo basato su mega-impianti a terra che consumano suolo fertile e alterano in modo irreversibile l’ecosistema e l’identità visiva della Sardegna. L’obiettivo è favorire modelli alternativi, come l’installazione di pannelli solari sui tetti degli edifici industriali e civili.

La discussione che si aprirà in Consiglio Regionale si preannuncia complessa. Da un lato, c’è la necessità di rispettare gli obiettivi nazionali ed europei di decarbonizzazione, che richiedono un aumento significativo della produzione di energia da fonti rinnovabili. Dall’altro, emerge con forza la volontà di proteggere un territorio fragile e di inestimabile valore, cercando un equilibrio sostenibile tra sviluppo energetico e conservazione ambientale. Il futuro del paesaggio sardo dipenderà dall’esito di questo confronto.

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