L’Europa si trova ad affrontare la minaccia di una nuova crisi energetica. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, a seguito di un attacco americano in Iran e della successiva rappresaglia iraniana, hanno provocato un’impennata dei prezzi del gas naturale. L’indice TTF, punto di riferimento per il mercato europeo con sede ad Amsterdam, è salito di oltre il 50%, superando la soglia di 47 euro per megawattora.
La causa scatenante è stata la decisione di QatarEnergy di sospendere la produzione di gas naturale liquefatto (GNL). L’azienda ha interrotto le operazioni nei siti strategici di Ras Laffan e Mesaieed dopo che attacchi con droni iraniani hanno colpito le infrastrutture energetiche del Paese. La sospensione delle spedizioni programmate riflette i timori per la sicurezza degli approvvigionamenti globali, dato che il Qatar fornisce circa un quinto del GNL mondiale.
L’impatto sul continente europeo è particolarmente severo. In risposta alla guerra in Ucraina e per ridurre la dipendenza da Mosca, i Paesi membri hanno significativamente aumentato le importazioni di GNL via mare. La sospensione delle forniture qatariote rischia ora di innescare una corsa globale per accaparrarsi carichi alternativi, specialmente in vista della maggiore domanda prevista per i mesi estivi. Gli acquirenti europei saranno probabilmente costretti a pagare premi più elevati per assicurarsi forniture da altri produttori, come Stati Uniti o nazioni africane.
La reazione dei mercati non si è limitata al solo settore energetico. Anche il prezzo del petrolio ha registrato rialzi, con il Brent che ha superato nuovamente gli 80 dollari al barile. Nel settore assicurativo marittimo, i premi contro i rischi di guerra sono aumentati drasticamente. Nel frattempo, i produttori di GNL statunitensi, come Venture Global e Cheniere Energy, si stanno muovendo per massimizzare la produzione e capitalizzare l’aumento della domanda.
In Italia, gli effetti si sono manifestati con un netto rialzo degli indici di settore. L’Italian Gas Index (IGI) è cresciuto in pochi giorni di quasi 11 euro, raggiungendo 43,82 euro al MWh. Analogamente, il Prezzo Unico Nazionale (PUN), riferimento per l’energia elettrica, è balzato da 105 a oltre 125 euro per MWh.
Gli analisti prevedono che i costi resteranno elevati. L’esperto Warren Patterson di ING ha ipotizzato che una perdita prolungata delle risorse dal Qatar potrebbe spingere il TTF tra gli 80 e i 100 euro per MWh. In uno scenario di conflitto esteso, la banca d’affari Bernstein ha avvertito che il greggio potrebbe raggiungere i 120-150 dollari al barile. In risposta a questa situazione, la Commissione Europea ha annunciato la creazione di una task force per l’energia, in collaborazione con gli Stati membri e l’Agenzia internazionale dell’energia.



















