Un team internazionale di ricercatori guidato dal Wellcome Sanger Institute di Cambridge ha realizzato la prima mappa genetica completa dei tumori che colpiscono i gatti domestici. Questa importante ricerca ha fatto luce su patologie finora poco comprese, nonostante rappresentino una delle principali cause di malattia e morte per i milioni di felini che vivono nelle nostre case.
Lo studio, frutto di una collaborazione tra istituti universitari americani, canadesi e svizzeri, ha analizzato il DNA proveniente dai tumori di 500 gatti domestici, raccolti in cinque nazioni diverse. Gli scienziati si sono concentrati sull’analisi di circa 1.000 geni specificamente associati a 13 differenti tipi di cancro felino, costruendo un database genetico senza precedenti.
Il risultato più sorprendente di questa mappatura è stata la scoperta di notevoli parallelismi con il cancro che si sviluppa negli esseri umani. Molti dei geni le cui mutazioni portano alla formazione di neoplasie sono infatti condivisi tra le due specie. Questa evidenza suggerisce che i processi biologici alla base della crescita tumorale siano in gran parte gli stessi.
Un esempio concreto riguarda il tumore al seno triplo-negativo (TNBC), una forma particolarmente aggressiva. Negli esseri umani, costituisce circa il 15% di tutti i tumori mammari. Nei gatti, questa tipologia è ancora più frequente, offrendo così ai ricercatori una casistica molto più ampia per studiarne i meccanismi e testare potenziali terapie efficaci.
L’indagine ha aperto la strada a un approccio integrato noto come “One Medicine”, che unisce medicina umana e veterinaria. L’idea è che le scoperte fatte su una specie possano portare benefici anche all’altra. Un aspetto cruciale di questo approccio è legato all’ambiente: gatti e persone condividono gli stessi spazi di vita e sono quindi esposti ai medesimi fattori ambientali, come l’inquinamento dell’aria e dell’acqua o la presenza di sostanze chimiche nei prodotti di uso quotidiano.
Studiare come questi fattori condivisi influenzino l’insorgenza del cancro nei nostri animali domestici, che hanno un ciclo di vita più breve, potrebbe permetterci di identificare con maggiore rapidità i principali driver ambientali delle neoplasie. Comprendere il funzionamento delle malattie feline non servirà quindi solo a migliorare le cure veterinarie, ma fornirà strumenti preziosi per sviluppare nuove strategie di prevenzione e trattamento anche per la nostra salute.



















