Italia: una mappa sul commercio di specie protette

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Specie protette
Specie protette

È stata presentata la nuova Storymap dell’EcoAtl@ante, un’innovativa piattaforma digitale che offre una visione dettagliata e georeferenziata del commercio di specie selvatiche in Italia. Questo strumento è stato sviluppato per rendere accessibili i dati raccolti nell’ambito della Convenzione di Washington, l’accordo internazionale che regola il commercio di fauna e flora a rischio. La mappa interattiva copre un arco temporale di quasi trent’anni, dal 1995 a oggi, fornendo un quadro senza precedenti del fenomeno.

La Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione, firmata a Washington nel 1973, è nata con un obiettivo cruciale: garantire che lo scambio internazionale di esemplari di animali e piante non minacci la loro sopravvivenza. L’accordo, a cui aderiscono oltre 180 Paesi, non vieta il commercio in sé, ma lo regolamenta attraverso un sistema di permessi e certificati.

Le specie sono classificate in tre Appendici a seconda del grado di protezione necessario. L’Appendice I include le specie in pericolo critico di estinzione, per le quali il commercio è vietato se non in circostanze eccezionali. Le Appendici II e III comprendono specie il cui commercio deve essere controllato per evitarne uno sfruttamento eccessivo e incompatibile con la loro sopravvivenza.

La Storymap creata dall’EcoAtl@ante rappresenta un passo avanti fondamentale per la trasparenza e la divulgazione scientifica. Attraverso una narrazione visiva che combina mappe interattive, grafici, testi e immagini, l’utente può esplorare la distribuzione geografica dei campioni analizzati in Italia. Questi dati derivano dai controlli effettuati dalle autorità competenti, principalmente dal Raggruppamento Carabinieri CITES, che opera per contrastare il traffico illegale.

Navigando nella mappa, sarà possibile visualizzare dove sono avvenuti i principali sequestri e quali sono le specie più colpite dal commercio illegale. Si spazia da oggetti in avorio di elefante e corni di rinoceronte a pelli di rettili, legname pregiato come il palissandro, fino ad animali vivi come pappagalli esotici, tartarughe e primati, spesso destinati al mercato dei collezionisti.

L’Italia, per la sua posizione geografica nel Mediterraneo e per la presenza di importanti porti e aeroporti, ha sempre rappresentato un crocevia strategico per i traffici internazionali, sia legali che illeciti. Lo strumento dell’EcoAtl@ante ha permesso di evidenziare come il fenomeno non sia confinato a poche aree, ma interessi l’intero territorio nazionale, con concentrazioni maggiori nelle regioni con grandi snodi logistici.

Queste informazioni si riveleranno preziose non solo per le forze dell’ordine, che potranno orientare meglio le loro attività di indagine e prevenzione, ma anche per i ricercatori e i decisori politici. Comprendere le rotte, i volumi e le tipologie di specie scambiate è essenziale per definire strategie di conservazione più efficaci e per sensibilizzare l’opinione pubblica.

La lotta al bracconaggio e al traffico illegale di specie selvatiche è una sfida globale che richiede conoscenza, collaborazione e strumenti adeguati. L’EcoAtl@ante ha fornito un contributo concreto in questa direzione, trasformando complessi dati scientifici in una risorsa accessibile a tutti, promuovendo una maggiore consapevolezza su un mercato oscuro che minaccia la biodiversità del nostro pianeta.

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