ERCOLANO – Una festa di compleanno trasformata in un bagno di sangue. Una tragedia sfiorata tra le mura di un appartamento sul litorale ercolanese, dove la gelosia ha armato la mano di un uomo di 62 anni contro il suo convivente più giovane, proprio nel giorno in cui quest’ultimo compiva 38 anni. Un raptus di follia che si è concluso con un arresto per tentato omicidio e una scia di sangue che segna la fine di un’amicizia.
Tutto è accaduto ieri sera, mercoledì 18 marzo 2026. Mancavano pochi minuti alle 22 quando al centralino del 112 è arrivata una chiamata concitata. A chiedere aiuto era un uomo di 38 anni, terrorizzato, che denunciava di essere stato appena aggredito. Un dettaglio ha reso la situazione ancora più paradossale: la vittima si trovava agli arresti domiciliari e l’aggressione era avvenuta proprio nell’appartamento dove stava scontando la sua pena, per mano della persona con cui condivideva il tetto, un uomo di 62 anni.
La gazzella della Tenenza dei Carabinieri di Ercolano si è precipitata sul posto. Giunti all’indirizzo indicato, i militari si sono trovati di fronte una scena agghiacciante. Sulle scale del palazzo, il 38enne, con il volto pallido e gli abiti intrisi di sangue, mostrava le mani martoriate da tagli profondi e sanguinanti. Con il fiato corto, ha raccontato ai carabinieri che il suo aggressore, il convivente, era ancora barricato in casa.
Con la massima cautela, i militari hanno fatto irruzione nell’appartamento. All’interno, l’atmosfera era surreale. Il 62enne era seduto, in un silenzio quasi catatonico, come se nulla fosse accaduto. Non ha opposto la minima resistenza. Quando i carabinieri gli hanno chiesto cosa fosse successo, l’uomo non ha parlato. Con un gesto lento ed eloquente, ha indicato il lavello della cucina. Lì, tra i piatti sporchi, giaceva l’arma del delitto: un grosso coltello da cucina, con la lama ancora sporca del sangue della vittima.
Messo alle strette, il 62enne ha finalmente ammesso le sue responsabilità. Ha confessato di essere stato lui ad aggredire quello che, fino a pochi istanti prima, considerava un amico. Il suo racconto ha gelato il sangue ai militari: la sua intenzione non era solo ferire, ma uccidere. Voleva colpirlo alla gola, con un fendente che non gli avrebbe lasciato scampo. La salvezza del 38enne è stata la sua prontezza di riflessi: ha istintivamente alzato le braccia per proteggersi, parando i colpi con le mani e arrivando ad afferrare la lama nel disperato tentativo di fermare la furia omicida.
Ma cosa ha potuto scatenare una violenza così cieca? Le dichiarazioni dei due uomini, ancora al vaglio degli inquirenti, sono contrastanti su molti punti, ma convergenti su un elemento chiave: una donna. Nei racconti di entrambi, infatti, emerge la figura della compagna del 38enne. La storia assume così i contorni di un dramma passionale, dove la gelosia covata dal 62enne sarebbe esplosa in modo incontrollato, trasformando un’amicizia in un’ossessione mortale.
L’arma è stata posta sotto sequestro e sarà analizzata dalla scientifica. Per il 62enne, invece, si sono aperte le porte del carcere. Su disposizione della Procura della Repubblica, è stato arrestato e tradotto presso la casa circondariale di Poggioreale, dove dovrà rispondere della pesantissima accusa di tentato omicidio, aggravato dai futili motivi. Il 38enne, invece, è stato soccorso e trasportato in ospedale per le cure del caso. Un compleanno che non dimenticherà mai, segnato dal sangue e da un’amicizia finita nel peggiore dei modi.


















