‘Compra ora, paga dopo’: allarme sprechi in Italia

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Consumi insostenibili
Consumi insostenibili

Il modello “Buy Now, Pay Later” (BNPL), noto in italiano come “Compri adesso e paghi dopo”, ha registrato una crescita esplosiva. Questo sistema permette ai consumatori di frazionare il costo degli acquisti online in diverse rate, spesso senza interessi immediati. In Italia, il suo utilizzo è passato dal 4% delle famiglie nel 2022 all’attuale 30%, affermandosi come una delle principali modalità di pagamento digitale.

Questa apparente comodità, tuttavia, nasconde un rischio significativo. La stessa Banca d’Italia ha messo in guardia sul fatto che il modello incoraggia il consumo eccessivo e lo spreco, funzionando come una vera e propria trappola. Si rivolge principalmente alle generazioni più giovani, che potrebbero non avere entrate stabili. Abbassando la barriera iniziale all’acquisto, il BNPL spinge verso acquisizioni superflue, alimentando una cultura dell’usa e getta e aumentando la pressione ambientale legata a produzione e rifiuti.

Le statistiche sono preoccupanti. A fronte di un’impennata delle transazioni, un acquirente su cinque è diventato insolvente. Quasi la metà di queste persone ha un’età compresa tra i 18 e i 29 anni. Una volta caduti in questo circolo vizioso, le conseguenze possono essere gravi: alcune ricerche indicano che una parte di loro ha saltato dei pasti o ha contratto nuovi prestiti per saldare i debiti BNPL.

Uno dei problemi centrali è la totale assenza di regolamentazione. Il mercato BNPL non è classificato come credito al consumo, pertanto opera in una zona grigia, un “Far West” privo di controlli. Al momento dell’acquisto, al consumatore non viene richiesto di dichiarare altre esposizioni debitorie. In un contesto economico caratterizzato da salari bassi e alta inflazione, questo incentivo alla spesa senza regole è estremamente pericoloso e può creare una forte dipendenza dal sistema.

Inoltre, la promessa di pagamenti “senza interessi” è spesso fuorviante. Le società del settore inseriscono di frequente costi nascosti, commissioni di servizio e penali per i ritardi che possono equivalere a un tasso d’interesse annuo del 15%. Anche i diritti dei consumatori ne risultano indeboliti. Ottenere un rimborso per un prodotto difettoso diventa un processo complesso, poiché richiede di negoziare sia con il venditore sia con la società finanziaria che ha erogato il prestito. Questa struttura finisce per tutelare chi presta il denaro, scoraggiando i reclami e consolidando abitudini di consumo insostenibili.

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