Italia, vitamina D: risorsa solare per la salute

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Salute solare
Salute solare

Spesso si è pensato alla vitamina D come a un elemento decisivo solo per la salute delle ossa, ma la sua funzione si è rivelata molto più ampia, coinvolgendo organi vitali come il cuore. Questo gruppo di pro-ormoni liposolubili ha dimostrato di contribuire al buon funzionamento dei muscoli, di supportare il sistema immunitario e persino di prevenire disturbi dell’umore, malattie cardiovascolari e diabete.

La fonte primaria di questa sostanza non si trova nel piatto, ma nel cielo: la nostra pelle, infatti, la sintetizza grazie all’esposizione ai raggi solari. Le due forme più importanti per l’organismo sono la D2 (ergocalciferolo), di origine vegetale, e la D3 (colecalciferolo), di origine animale e prodotta appunto tramite la pelle. Per questa ragione è stata soprannominata “la vitamina del sole”. L’apporto ottenuto dal sole e, in misura minore, dagli alimenti viene poi trasformato da fegato e reni nel calcitriolo, la sua forma realmente attiva.

I benefici sono stati confermati a largo spettro. La sua azione più nota è favorire l’assorbimento di calcio e fosforo, essenziale per la mineralizzazione ossea e per prevenire il rachitismo nei bambini e l’osteoporosi negli anziani, una patologia che in Italia ha colpito circa 5 milioni di persone. La sua mancanza, inoltre, ha aumentato i rischi di carie dentali.

Studi internazionali hanno attribuito a questo pro-ormone funzioni aggiuntive. Il cervello, per esempio, necessita di livelli corretti per operare al meglio. Nella sua forma attivata, ha svolto un’azione modulante sull’infiammazione e sul sistema immunitario, e un suo deficit è stato associato a patologie come il diabete e l’asma. Ricerche recenti hanno anche evidenziato il suo ruolo nel regolare la miostatina, una proteina che influisce sulla massa muscolare, migliorando la funzionalità di muscoli, tendini e legamenti.

L’esposizione solare a pelle scoperta assicura circa l’80% del fabbisogno quotidiano. La restante quota del 10-20% deriva dall’alimentazione. Tra le fonti alimentari che la contengono si troveranno pesci come aringhe, salmone non di allevamento, sgombro e tonno, ma anche alcune specie di funghi, il tuorlo d’uovo, la frutta secca, i latticini e verdure a foglia verde come spinaci e cicoria.

Il fabbisogno giornaliero varia con l’età: in assenza di fattori di rischio, sono state raccomandate 400 unità internazionali (UI), che potranno salire a 1.000 in presenza di condizioni specifiche o in età avanzata. È un errore pensare che l’esposizione estiva sia sufficiente per tutto l’anno. Per evitare una carenza sarà necessario esporsi al sole con regolarità, anche nei mesi più freddi, e mantenere una dieta equilibrata.

Una carenza potrà manifestarsi con sintomi quali dolori osteo-articolari, debolezza, formicolii, stanchezza e fragilità ungueale. A livello psicologico, è stata associata a irritabilità e stati depressivi, a causa di un abbassamento dei livelli di serotonina. Per verificare un’eventuale insufficienza, sarà sufficiente un semplice esame del sangue. In caso di deficit conclamato, il medico potrà prescrivere integratori specifici, soprattutto per le persone anziane o per chi trascorre molto tempo in luoghi chiusi.

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