Un’esplorazione scientifica ha svelato i segreti delle montagne sottomarine che si ergono negli abissi del Mar Mediterraneo. A profondità superiori ai 2.000 metri, dove la luce del sole non arriva, i ricercatori dell’ISPRA hanno potuto osservare per la prima volta ecosistemi unici e creature dalle forme sorprendenti. L’indagine è stata condotta nell’ambito del progetto PNRR MER, dedicato allo studio e al monitoraggio degli habitat marini.
Per raggiungere questi ambienti remoti è stato impiegato un avanzato veicolo robotico filoguidato, noto come ROV (Remotely Operated Vehicle) di classe ‘Work’. Questo sommergibile, pilotato dalla superficie, ha agito come gli occhi e le mani dei biologi marini, trasmettendo immagini ad altissima definizione e permettendo di documentare la vita in un mondo finora quasi del tutto sconosciuto. La tecnologia ha aperto una finestra su un paesaggio fatto di picchi e valli sommerse, un ambiente caratterizzato da pressione estrema, temperature prossime allo zero e buio perenne.
In queste condizioni proibitive, la vita ha evoluto strategie di sopravvivenza straordinarie. Le telecamere del ROV hanno filmato pesci con occhi enormi, sviluppati per catturare i flebili bagliori della bioluminescenza, e bocche sproporzionate, pronte a inghiottire qualsiasi preda capiti a tiro in un ambiente dove il cibo è scarso. Sono stati osservati crostacei trasparenti, cefalopodi dai movimenti eleganti e pesci cartilaginei, come alcuni squali di profondità, perfettamente adattati a pattugliare il fondale.
Particolarmente affascinanti sono state le specie che utilizzano appendici modificate per interagire con l’ambiente. Alcuni pesci, ad esempio, usano le loro lunghe pinne pettorali come un treppiede per appoggiarsi sul sedimento soffice, risparmiando energia in attesa di una preda. Questi comportamenti e morfologie, che a prima vista possono apparire bizzarri, rappresentano in realtà il culmine di un lungo processo evolutivo che ha reso possibile la colonizzazione degli habitat più estremi del pianeta.
Le montagne sottomarine non sono semplici rilievi geologici, ma veri e propri ‘hotspot’ di biodiversità. Le loro pareti rocciose, sferzate da correnti ricche di nutrienti, offrono un substrato ideale per la crescita di organismi sessili come coralli di acqua fredda e spugne, che a loro volta creano strutture tridimensionali complesse che offrono rifugio e aree di riproduzione per innumerevoli altre specie. Questi ecosistemi fragili svolgono un ruolo cruciale per la salute dell’intero bacino del Mediterraneo.
Nonostante il loro isolamento, questi ambienti non sono immuni alle minacce di origine antropica. La pesca a strascico profonda, l’inquinamento da plastica che raggiunge anche i fondali più remoti e gli effetti del cambiamento climatico, come l’acidificazione degli oceani, mettono a serio rischio la sopravvivenza di queste comunità uniche. La ricerca condotta da ISPRA è quindi fondamentale non solo per ampliare la nostra conoscenza, ma anche per definire strategie di conservazione efficaci.
Il progetto PNRR MER rappresenta un passo decisivo verso la mappatura e la protezione del patrimonio sommerso del nostro mare. Comprendere la distribuzione, la ricchezza e la vulnerabilità di questi ecosistemi abissali è il presupposto indispensabile per garantire che il cuore blu del Mediterraneo possa continuare a battere anche in futuro, preservando la sua straordinaria e misteriosa biodiversità.


















