Una sconfitta clamorosa ha interrotto il cammino di Jannik Sinner al Roland Garros. L’azzurro è stato eliminato al secondo turno da Juan Manuel Cerundolo al termine di una partita dall’epilogo incredibile, conclusasi 6-1 al quinto set per l’argentino.
Il risultato appare ancora più sorprendente se si analizza l’andamento del match. Sinner si era trovato in una posizione di controllo assoluto, conducendo per due set a zero e 5-1 nel terzo parziale, a un solo game dalla vittoria.
Proprio in quel momento è iniziato il crollo fisico dell’altoatesino, visibilmente provato dal caldo soffocante di Parigi. L’atleta ha accusato un malore, con conati di vomito che ne hanno limitato drasticamente i movimenti e l’efficacia in campo, innescando la rimonta dell’avversario.
L’episodio ha immediatamente riacceso il dibattito sulle regole per la sospensione degli incontri in condizioni di calore eccessivo. Se la politica dell’ATP Tour prevede protocolli chiari, quella degli Slam lascia spazio a interpretazioni.
Il regolamento ATP stabilisce un “cooling break” di 10 minuti al superamento dei 30 gradi e la sospensione totale delle partite al raggiungimento dei 32. Questa norma, tuttavia, non si applica ai quattro tornei del Grande Slam, che seguono direttive proprie.
Il Roland Garros, Wimbledon, lo US Open e l’Australian Open si rifanno infatti alla “Extreme Heat Policy” definita dal Grand Slam Board. Questa politica lascia ampia discrezionalità agli organizzatori di ogni singolo torneo sulla decisione di interrompere o meno il gioco, senza soglie di temperatura fisse e universali.
A Parigi, quindi, la gestione è rimasta nelle mani della direzione del torneo. Un approccio diverso da quello dell’Australian Open, che ha introdotto una “Heat Scale” da 1 a 5 che misura una combinazione di temperatura, umidità, vento e radiazione solare per determinare oggettivamente quando il gioco diventa pericoloso.
Durante l’incontro di Sinner, pur non essendo stata ufficialmente superata la soglia dei 32 gradi, le condizioni sono state descritte come asfissianti. Nonostante il campo Philippe Chatrier sia dotato di un tetto retrattile, non si è deciso di chiuderlo per proteggere i giocatori dal sole battente.
La chiusura del tetto avrebbe potuto offrire un parziale riparo, ma non avrebbe isolato completamente l’arena dal calore, dato che la struttura rimane aperta sui lati. Una sospensione, come quella che in passato aveva aiutato lo stesso Sinner in Australia, avrebbe forse potuto cambiare l’esito della partita.
La responsabilità della gestione è rimasta unicamente agli organizzatori. Per Sinner resta l’amarezza per un’eliminazione inaspettata, mitigata solo dalla scelta di concludere l’incontro in campo, concedendo a Cerundolo una vittoria piena invece di ritirarsi, un gesto di grande sportività.













