Sant’Angelo di Roccalvecce, una piccola frazione del comune di Viterbo, ha vissuto una profonda trasformazione, combattendo lo spopolamento e diventando una celebre meta turistica. Il borgo è oggi conosciuto come il “Paese delle Fiabe” grazie a un progetto di rigenerazione urbana a impatto zero basato sulla street art.
L’iniziativa è nata nel dicembre 2016 per volontà di Gianluca Chiovelli, fondatore dell’associazione culturale ACAS. A partire dal 2017, un team di street artist, quasi interamente femminile e guidato dalla direttrice artistica Tina Loiodice, ha iniziato a dipingere le pareti delle case con opere ispirate al mondo delle storie per l’infanzia.
Il primo murale, inaugurato il 27 novembre 2017, è stato dedicato ad “Alice nel Paese delle Meraviglie”. L’opera, situata nella piazza principale, raffigura i personaggi chiave del racconto di Lewis Carroll e include un orologio che segna l’ora e il giorno dell’inaugurazione. Da quel momento, le facciate del paese si sono popolate di decine di altre figure fantastiche.
Passeggiando per i vicoli si possono ammirare Pinocchio, Il Piccolo Principe, Peter Pan, Don Chisciotte, Aladdin e La Fabbrica di Cioccolato. Ogni artista ha interpretato una favola, integrando nell’opera elementi che richiamano la cultura e le tradizioni del territorio. Ad oggi si contano 22 opere completate, con altre quattro in fase di realizzazione.
La parola chiave del progetto è stata “rigenerare”. L’obiettivo era rianimare il borgo senza nuove costruzioni, ma restaurando e abbellendo l’esistente nel pieno rispetto del paesaggio e dell’ambiente. L’intervento non si è limitato ai dipinti: sono stati installati anche un bassorilievo, un mosaico e altri elementi di arredo urbano per migliorare la vivibilità del luogo.
L’intera operazione è stata resa possibile principalmente grazie all’autofinanziamento, alle donazioni di privati e alla disponibilità degli abitanti e degli artisti coinvolti. Questo sforzo collettivo ha portato a risultati concreti e tangibili per la comunità locale, dimostrando un modello di sviluppo sostenibile ed efficace.
L’impatto sull’economia locale è stato notevole. La crescente affluenza di visitatori ha favorito l’apertura di due bed & breakfast, un bar e un negozio di alimentari, invertendo la tendenza alla chiusura delle attività commerciali. Il progetto ha inoltre dato nuovo impulso alle botteghe artigiane, valorizzando antichi mestieri come la lavorazione della pietra locale, l’ebanisteria e la ceramica.
Il successo di Sant’Angelo ha stimolato ulteriori iniziative per promuovere il turismo lento e naturalistico. È stato creato “Il sentiero dei Castelli e delle Fiabe”, un itinerario che collega il borgo ai vicini comuni di Roccalvecce e Celleno, noto come il “borgo fantasma”. Un altro percorso conduce a Graffignano, arricchendo l’offerta escursionistica nella suggestiva Valle dei Calanchi, a pochi chilometri da Civita di Bagnoregio.


















