In Campania plebiscito per il “no”. Napoli guida le città con il 75%, in provincia 4 punti in meno

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Referendum (foto LaPresse)
Referendum (foto LaPresse)

NAPOLI – La Campania e Napoli si aggiudicano – tra le regioni e le grandi città – le vittorie più nette nel fronte del No, rispettivamente con il 65 e il 75 per cento. In provincia di Napoli il risultato è “solo” del 71%. La provincia di Caserta è al 59% e il capoluogo è andato anche oltre, attestandosi al 61%. Risultati superiori al dato nazionale: in tutta Italia il “no” si è fermato al 53% circa.

Sul fronte della partecipazione, l’affluenza nazionale si attesta al 58,93%, un dato significativo che contribuisce a definire il peso politico del risultato soprattutto se paragonato all’ultima tornata referendaria, quella del 2020 sulla riduzione del numero dei parlamentari, quando alle urne si era recato il 50,78% degli aventi diritto. Il dato sull’affluenza fa emergere una netta differenziazione territoriale: le regioni del Centro-Nord registrano i livelli più alti, con Emilia-Romagna (66,67%), Toscana (66,27%) e Umbria (65,06%) in testa. Al contrario, il Mezzogiorno mostra una partecipazione più contenuta, con la Sicilia ferma al 46,13%, la Calabria al 48,38% e appunto la Campania al 50,38 per cento.

Ovviamente il risultato del referendum rassicura il centrosinistra in vista delle Politiche, anche se non è scuro che l’anno prossimo si riesca a “travasare” il consenso raccolto al referendum sulla giustizia. Nel 2027 non sarà in ballo un principio, ma candidati in carne e ossa da valutare e votare. E in Campania la coalizione sconta diverse contraddizioni, a partire dal rapporto conflittuale fra deluchiani e seguaci di Elly Schlein.

“La vittoria del No al referendum rappresenta un segnale forte e chiaro: la società civile è viva, attenta e pronta a mobilitarsi quando sono in gioco principi fondamentali. È stata una scelta consapevole, in difesa della Costituzione e dell’equilibrio delle istituzioni. Non è un rifiuto al cambiamento, ma di un metodo. La giustizia ha bisogno di riforme serie, capaci di ridurre i tempi dei processi e migliorarne il funzionamento, garantendo efficienza senza sacrificare le garanzie. Le riforme sono necessarie, ma vanno costruite con responsabilità e rispetto dei diritti”. Così il procuratore di Napoli Nicola Gratteri.

“Dalla Campania un grande risultato per il No, oltre il 66%. Napoli ha risposto con il 74%, la legge Nordio non passa”. È quanto afferma il segretario generale della Cgil Napoli e Campania Nicola Ricci. “È stata una difesa serrata, dura – sottolinea – una lunga campagna elettorale per la Costituzione. Questa legge Nordio voleva toccare sette articoli della Costituzione, voleva in qualche modo mettere un cappello politico alla giustizia. Dal mezzogiorno, dal Sud è venuta una risposta chiara ed inequivocabile.”

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