Cesc Fàbregas ha celebrato con grande euforia la promozione del Como in Serie A. L’allenatore spagnolo si è presentato in zona mista visibilmente emozionato e felice, raccontando il significato di un traguardo che proietta il club lariano nella massima serie dopo 21 anni di assenza. La festa, iniziata nello spogliatoio, è proseguita davanti ai microfoni, dove Fàbregas ha condiviso la sua gioia.
“È un grandissimo traguardo, conquistato con ragazzi giovani e tantissimi Under 23”, ha dichiarato l’ex centrocampista. Per caricare la squadra in vista del finale di stagione, ha rivelato di aver usato una metafora sportiva. “Prima della sfida con il Parma avevo detto ai ragazzi che con due vittorie avremmo raggiunto il nostro obiettivo. Ho mostrato loro un video di un ciclista che, partendo dalla sesta posizione, ha compiuto una rimonta incredibile per vincere. L’intento era prendere esempio da lui, e ci siamo riusciti”.
Il percorso del Como è stato al centro del suo discorso, un’ascesa che Fàbregas ha vissuto prima da giocatore e poi da tecnico. L’allenatore ha ricordato le enormi differenze rispetto ai suoi primi giorni nel club. “Quando sono arrivato quattro anni fa da giocatore, la situazione era completamente diversa. Oggi abbiamo raggiunto un livello incredibile, ma allora ci cambiavamo in un bar prima degli allenamenti”.
I ricordi delle difficoltà iniziali sono ancora vividi. “Ci allenavamo senza un vero centro sportivo, in un posto che fatico persino a ricordare. I fisioterapisti facevano i massaggi all’interno di un bar, a bordo campo. Alle 12:30 tutti andavano via, non c’era una struttura organizzata come oggi”. Il contrasto con il presente è netto e fonte di grande orgoglio per il tecnico.
Fàbregas ha poi parlato del suo ruolo e delle responsabilità che gli sono state affidate. “Ho dovuto prendere moltissime decisioni importanti. Il presidente mi ha dato le chiavi del progetto e io ho fatto le mie scelte”. Ha descritto questa esperienza come un percorso di crescita accelerato, una vera e propria sfida formativa. “È come andare all’università tutti i giorni. Sono davvero felice per quello che, tutti insieme, abbiamo raggiunto”.
Infine, una breve battuta sul futuro del giovane talento Nico Paz, arrivato in prestito dal Real Madrid. Alla domanda su un suo possibile passaggio alla corte di José Mourinho, Fàbregas ha risposto con affetto e una punta di speranza. “Lo vedrei bene nelle mani di Mou, perché José ha vinto tutto. Per me, però, Nico è come un figlio e spero che resti con noi. Vedremo cosa succederà”.






