È stato presentato in Italia un progetto pionieristico per la gestione e la protezione degli ecosistemi marini e costieri. Si chiama CaDiT, acronimo di Calich Digital Twin, e rappresenta il primo gemello digitale mai realizzato per la laguna del Calich, situata ad Alghero, in Sardegna.
Questo sistema innovativo combina dati raccolti in tempo reale, modellazione predittiva e tecnologie avanzate per salvaguardare la biodiversità. L’obiettivo è superare la semplice osservazione degli ecosistemi, acquisendo la capacità di prevederne l’evoluzione per migliorare la tutela del capitale naturale.
Il progetto CaDiT è un’iniziativa unica a livello nazionale, sviluppata da NeMeA Sistemi in collaborazione con il Parco Naturale Regionale di Porto Conte e l’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana. L’operazione è stata resa possibile grazie ai fondi europei del programma NextGenerationEU e del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il suo valore scientifico è stato riconosciuto anche dal National Biodiversity Future Center (NBFC), che lo considera un potenziale nuovo standard per il monitoraggio ambientale.
Uno degli aspetti più rilevanti è la sua replicabilità. CaDiT è stato infatti concepito come un prototipo che potrà essere applicato in futuro ad altre lagune e zone umide italiane, per prevenire fenomeni ambientali critici. Tra questi, le crisi ipossiche notturne con drastica riduzione dell’ossigeno, la formazione di acque nere dovute a processi anaerobici nei sedimenti e i possibili rilasci di solfuri. Il sistema mira anche a prevedere shock osmotici post-pioggia, che causano cali improvvisi di salinità, e a contrastare la torbidità cronica che porta al degrado dell’habitat.
Il gemello digitale della Laguna del Calich funziona come un sistema dinamico e interattivo. Un modello 3D su cloud viene aggiornato ogni quindici minuti grazie a un flusso costante di dati provenienti da diverse fonti: boe intelligenti, sensori autopulenti per analisi chimico-fisiche, immagini satellitari ad alta risoluzione e droni acquatici modello Hydra, sviluppati dalla stessa NeMeA Sistemi. Questa combinazione tecnologica offre una visione completa e costantemente aggiornata dello stato di salute della laguna.
Come ha spiegato Michele Boella, CEO di NeMeA Sistemi, il cuore del progetto non è la raccolta dati fine a sé stessa, ma la loro interpretazione per trasformarli in strumenti decisionali. “CaDiT consente di tradurre input complessi in decisioni strategiche”, ha dichiarato, sottolineando come l’innovazione risieda nella capacità di comprendere le dinamiche in anticipo per supportare politiche ambientali più efficaci.
Emiliano Orrù, presidente del Parco di Porto Conte, ha ribadito l’importanza dell’area. “La Laguna del Calich è un ecosistema fragile e di straordinaria importanza, oggi sottoposto a diversi fattori di pressione”. Il gemello digitale è quindi uno strumento fondamentale per monitorare i cambiamenti e valutarne gli impatti.
In sintesi, il Digital Twin del Calich si configura come una sala operativa virtuale per la gestione sostenibile del territorio. Grazie all’integrazione di dati, modelli predittivi e tecnologie, il progetto apre la strada a un nuovo approccio alla tutela della biodiversità, basato sulla prevenzione. Un’innovazione che potrebbe presto diventare un riferimento per la gestione delle aree naturali sensibili in Italia e in Europa.


















