La Regione Lombardia ha dato il via libera definitivo alla costruzione di un innovativo stabilimento per il riciclo chimico dei materiali polimerici. Il progetto, che sorgerà in un’area industriale, è una svolta nella gestione degli scarti complessi, finora destinati a termovalorizzatori o discariche. L’autorizzazione è arrivata dopo un iter di valutazione ambientale che ha confermato la sostenibilità del processo per l’economia circolare.
A differenza del riciclo meccanico, che crea oggetti di qualità inferiore, il processo chimico agirà a livello molecolare. Attraverso una tecnica nota come pirolisi, i rifiuti plastici misti, inclusi quelli non recuperabili con metodi tradizionali, verranno scomposti nei loro componenti chimici di base.
Queste molecole diventeranno materie prime seconde di alta qualità. Verranno usate per produrre nuovi polimeri, chiudendo il cerchio del ciclo di vita del materiale senza perdita di valore.
I vantaggi ambientali attesi sono significativi. Innanzitutto, si affronterà il problema della frazione di scarti che oggi sfugge al recupero. In Lombardia, si stima che decine di migliaia di tonnellate di imballaggi complessi finiscano ogni anno nell’indifferenziato. Questo nuovo polo intercetterà gran parte di tale flusso.
L’operazione consentirà di ridurre drasticamente il ricorso alle discariche, con conseguente diminuzione dell’inquinamento del suolo. Inoltre, offrirà un’alternativa all’incenerimento, limitando le emissioni di gas serra. Sul piano economico, il progetto creerà nuovi posti di lavoro e posizionerà la regione come un hub europeo per le tecnologie verdi.
Nonostante l’entusiasmo, il progetto ha sollevato alcune perplessità. Le critiche riguardano l’elevato consumo energetico della pirolisi. I promotori hanno assicurato che l’impianto sarà alimentato in parte da fonti rinnovabili e recupererà energia dal processo stesso, minimizzando l’impatto complessivo.
Un altro punto di dibattito è la gestione dei residui del processo. L’azienda ha presentato un piano dettagliato per il trattamento e lo smaltimento sicuro di ogni sottoprodotto, garantendo il rispetto delle più severe normative europee. La vigilanza degli enti di controllo sarà costante per assicurare massima trasparenza.
I lavori di costruzione inizieranno entro la fine dell’anno e l’entrata in funzione è prevista per il 2026. L’investimento complessivo supererà i 100 milioni di euro, sostenuto da un consorzio di aziende private e da fondi europei per l’innovazione.
Se il modello lombardo si dimostrerà efficace e sostenibile, potrà essere replicato in altre regioni. Rappresenterà un passo cruciale per trasformare il problema dei rifiuti non riciclabili in una risorsa preziosa per un futuro più circolare.


















