Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha ufficialmente dato il via libera all’istituzione del Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi. La firma del decreto ministeriale, avvenuta nelle scorse ore, segna una tappa storica per la protezione del patrimonio naturalistico e culturale della regione Abruzzo.
L’area protetta si estenderà per circa 70 chilometri lungo il litorale adriatico, abbracciando il tratto di costa che va da Ortona a San Salvo. Questa zona è caratterizzata dalla presenza dei trabocchi, antiche macchine da pesca su palafitte che rappresentano un simbolo unico del paesaggio locale, ma anche da un delicato mosaico di habitat naturali.
Il nuovo parco avrà il compito primario di salvaguardare la biodiversità di un territorio fragile e prezioso. Tra gli obiettivi specifici rientrano la tutela delle residue aree dunali, la protezione delle falesie e la conservazione della flora e della fauna marina. Particolare attenzione sarà dedicata ai siti di nidificazione dell’avifauna costiera e al ripristino dei fondali marini messi a dura prova negli ultimi decenni.
Il piano di gestione del parco si fonderà su tre pilastri fondamentali: conservazione, turismo sostenibile e valorizzazione delle tradizioni locali. Sul fronte della conservazione, verranno implementate misure rigorose, come il divieto di nuove edificazioni speculative e l’avvio di programmi di recupero ambientale delle zone degradate.
Per quanto riguarda il turismo, il progetto punta a destagionalizzare i flussi e a promuovere un’esperienza di viaggio rispettosa dell’ambiente. Saranno potenziati i percorsi ciclopedonali, come la Via Verde della Costa dei Trabocchi, e verranno incentivate le attività di escursionismo, birdwatching e immersione guidata. L’obiettivo è attrarre visitatori consapevoli, interessati alla natura e alla cultura del luogo.
Un ruolo centrale sarà riservato alla valorizzazione dei trabocchi e delle comunità locali. Le antiche macchine da pesca non saranno solo tutelate come monumenti, ma verranno integrate attivamente nella vita del parco. Potranno ospitare punti informativi, piccoli musei del mare o ristoranti a chilometro zero, gestiti in collaborazione con i pescatori per preservare le antiche tradizioni marinare.
L’istituzione del parco è il risultato di un lungo percorso partecipato che ha visto il coinvolgimento di amministrazioni comunali, della Regione Abruzzo e di numerose associazioni ambientaliste. Queste ultime hanno salutato la decisione come una vittoria cruciale per il futuro sostenibile dell’Adriatico, sottolineando l’importanza di un’efficace e rapida implementazione delle misure di tutela.
Il nuovo Parco Nazionale non rappresenta solo uno scudo per la biodiversità, ma anche una straordinaria opportunità di sviluppo economico basato sulla green economy. Si prevede la creazione di nuovi posti di lavoro legati alla vigilanza, alla ricerca scientifica, alla guida ambientale e all’ospitalità ecologica, offrendo un modello di crescita alternativo e duraturo per l’intera regione.


















