NAPOLI – Colpi di pistola al rione della Bussola nella roccaforte del clan Contini. La polizia scientifica ha rilevato i fori dei proiettili sul portone di un edificio. L’area nord della città torna a tremare. Non una semplice “stesa” per marcare il territorio, ma un raid armato con proiettili esplosi ad alzo zero. È questo lo scenario che emerge dalle indagini in via della Bussola, al confine tra Secondigliano e Poggioreale, dopo i rilievi della Scientifica. Qui i sicari hanno preso di mira il portone di una palazzina.
Secondo una prima indagine della questura, il 43enne Carmine Argentato si era rifugiato nel portone dopo aver udito l’esplosione dei colpi d’arma da fuoco. Il commando è entrato in azione in pieno giorno nel ‘Bronx’: alle sei del pomeriggio, quando in strada c’erano ancora persone. Gli investigatori adesso cercano i testimoni dell’assalto di fuoco e visionano i filmati delle telecamere di sicurezza.
Non è finita. Il commando è tornato sul posto sei ore più tardi: anche a mezzanotte i residenti hanno segnalato colpi di pistola in via della Bussola. La polizia è tornata sul posto. In questo caso sarebbe stata una ‘stesa’ per marcare di nuovo il territorio. La tensione è alta, spiega un investigatore esperto. Gli inquirenti esaminano a lungo il profilo del 43enne: Carmine Argentato è stato inseguito dal commando al rione della Bussola, una delle roccaforti dei Contini, ma non è legato alla cosca del Vasto e non viene ritenuto intraneo ai Contini.
Venerdì pomeriggio gli agenti della polizia di Stato, allertati dalle numerose telefonate dei residenti spaventati, hanno rinvenuto sul luogo dell’agguato diversi fori di proiettile che hanno trapassato il portone dello stabile, segno della potenza di fuoco utilizzata. Secondo le prime indiscrezioni investigative, ad agire sarebbero stati due uomini a bordo di uno scooter nero di grossa cilindrata, dileguatisi rapidamente tra i vicoli della zona dopo l’esplosione dei colpi.
Le indagini sono ora nelle mani della Squadra Mobile, coordinata da Mario Grassia. Gli investigatori stanno setacciando ogni centimetro di via della Bussola e delle zone limitrofe alla ricerca di un frame decisivo. I pattugliamenti, proseguiti senza sosta per tutta la notte, mirano a recuperare i filmati di tutti i sistemi di videosorveglianza pubblici e privati. L’analisi tecnologica è considerata fondamentale: in un quartiere dove i killer si muovono con estrema spregiudicatezza anche alla luce del sole, gli “occhi elettronici” potrebbero essere gli unici testimoni in grado di dare un volto ai componenti del commando e ricostruire le fasi di preparazione del raid di fuoco.


















