LACCO AMENO – Doveva essere un momento di gioia e fede collettiva, il culmine delle celebrazioni pasquali. Si è trasformato in un pomeriggio di panico e sangue. La tradizionale “sacra rappresentazione della risurrezione di Cristo”, meglio nota sull’isola d’Ischia come la “corsa dell’angelo”, si è conclusa nel peggiore dei modi a Lacco Ameno, con sette persone rimaste ferite a causa dell’esplosione incontrollata di una batteria di fuochi d’artificio. Sull’incidente, avvenuto la scorsa domenica di Pasqua, hanno immediatamente avviato le indagini i Carabinieri della locale stazione, che in poche ore hanno ricostruito una catena di negligenze e illegalità, denunciando due persone.
Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Napoli, lo spettacolo pirotecnico che avrebbe dovuto salutare festosamente la conclusione dell’evento religioso era completamente abusivo. Un dettaglio agghiacciante che getta un’ombra pesante sull’organizzazione. Gli inquirenti hanno infatti accertato che, nonostante una richiesta formale per l’accensione dei fuochi fosse stata protocollata in data 27 marzo, nessuna autorizzazione era stata concessa dall’autorità locale di Pubblica Sicurezza. In spregio al diniego e alle più elementari norme di sicurezza, qualcuno ha deciso di procedere ugualmente, trasformando la piazza in una potenziale trappola.
L’incidente è avvenuto al termine della sentita processione. Un boato anomalo, più forte e violento del previsto, ha squarciato l’aria, seguito da una pioggia di frammenti incandescenti che si sono abbattuti sulla folla assiepata per assistere allo spettacolo. Urla di dolore e panico hanno sostituito gli applausi. Il bilancio finale è di sette feriti, colpiti da schegge e ustioni di varia entità. Soccorsi dal personale del 118, sono stati trasportati all’ospedale Rizzoli per le cure del caso; nessuno di loro, fortunatamente, sarebbe in pericolo di vita, ma la paura e le cicatrici, fisiche e psicologiche, restano.
Le indagini dei militari dell’Arma si sono concentrate fin da subito sull’individuazione dei responsabili di quello che non può essere archiviato come un semplice incidente. I Carabinieri hanno identificato e denunciato a piede libero due uomini: il titolare della ditta incaricata di fornire il materiale pirotecnico e l’autore materiale dell’accensione, il cosiddetto “fuochista”. Le accuse, al momento, sono di lesioni colpose e accensioni pericolose. Ma non è tutto. Ai due indagati è stata contestata anche la violazione delle prescrizioni del T.U.L.P.S., il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, per aver allestito ed eseguito uno spettacolo pirotecnico in un luogo pubblico senza la prescritta licenza dell’autorità. Una violazione amministrativa che, alla luce dei fatti, assume i contorni di un’aggravante morale e penale. L’inchiesta prosegue per accertare eventuali altre responsabilità e per capire perché, nonostante il mancato rilascio del permesso, nessuno abbia impedito che i fuochi venissero esplosi, mettendo a repentaglio l’incolumità di centinaia di cittadini.


















