Milano: studentati con posti riservati ai “figli di”

72
Posti riservati
Posti riservati

Una forma di nepotismo sta minando l’assegnazione degli alloggi per studenti, uno dei problemi più gravi per la popolazione giovanile in Italia. Nel nostro Paese, la disponibilità di posti letto per i fuori sede copre a malapena il 5% della domanda effettiva, creando una situazione di emergenza abitativa che il favoritismo non fa che peggiorare.

Sull’onda dei fondi europei del PNRR e in vista delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, sono stati avviati importanti progetti per nuovi studentati. Tuttavia, queste iniziative, che dovrebbero rappresentare una soluzione, hanno portato alla luce un sistema di privilegi che si estende da Milano a Napoli.

A Milano, il futuro Villaggio Olimpico verrà riconvertito in un grande studentato da 1.700 posti letto, offerti a un canone calmierato di circa 600 euro al mese. Un’ottima notizia, se non fosse per il metodo di assegnazione: un posto su cinque, infatti, è stato riservato ‘di diritto’ ai figli di professionisti come medici, avvocati, consulenti del lavoro, architetti e ingegneri.

La giustificazione addotta per questa discriminazione è stata la partecipazione finanziaria delle Casse previdenziali di queste categorie professionali alla costruzione del Villaggio. Si è trattato, però, di un mero investimento finanziario, che peraltro verrà remunerato proprio attraverso gli incassi degli affitti, e non dell’acquisto di un privilegio familistico a scapito di altri studenti.

Questo schema non è un caso isolato. Anche a Napoli, un’ex sede dell’Inps è stata trasformata, sempre con fondi del PNRR, in uno studentato da 541 posti letto. I canoni sono estremamente vantaggiosi: 278 euro per una camera singola e 254 euro per un posto in doppia. Anche in questa struttura, 55 posti sono stati riservati ai figli di farmacisti e veterinari, che potranno usufruire di ‘condizioni economiche dedicate’.

Mentre in Italia si consolidano questi meccanismi di privilegio, il confronto con l’Europa diventa impietoso. Il nostro Paese riesce a soddisfare solo il 5% della domanda di alloggi per le matricole, contro il 13% della Germania, il 16% della Francia e addirittura il 30% del Regno Unito. Di fronte a questa disparità di opportunità e a un sistema che premia le appartenenze familiari, non ci si può sorprendere se i giovani talenti italiani scelgono di studiare all’estero e, spesso, di non fare più ritorno.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome