ARSIERO (VICENZA) – Un pomeriggio che doveva essere di spensieratezza e primi soli primaverili si è trasformato in un’immane tragedia. Le acque gelide del torrente Astico, in località Pria, hanno inghiottito per sempre la giovane vita di un ragazzo di vent’anni, la cui identità non è ancora stata resa nota in attesa di informare compiutamente i familiari. Il dramma si è consumato nel tardo pomeriggio dello scorso lunedì 6 aprile, in uno degli angoli più suggestivi e frequentati della Val d’Astico, meta prediletta di giovani e famiglie non appena la stagione lo consente.
Secondo una prima, sommaria ricostruzione dell’accaduto, il giovane si trovava in compagnia di amici quando, per cause ancora al vaglio degli inquirenti, è caduto nelle acque impetuose del torrente. Potrebbe essere scivolato da una delle rocce levigate che caratterizzano la zona della Pria, o forse ha accusato un malore improvviso dopo essersi tuffato. In pochi istanti, la corrente lo ha trascinato via, facendolo scomparire alla vista degli amici atterriti.
L’allarme è scattato immediatamente. Sul posto si è precipitata una complessa macchina dei soccorsi, coordinata dalla centrale operativa dei Vigili del Fuoco. Le squadre di terra del distaccamento di Asiago, supportate dagli uomini del Soccorso Alpino, hanno iniziato a perlustrare le sponde del torrente, mentre la speranza di trovare il ragazzo ancora in vita si affievoliva minuto dopo minuto. La svolta, purtroppo tragica, è arrivata con l’intervento del nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Vicenza, specialisti abituati a operare in condizioni di estrema difficoltà.
Scandagliando metodicamente il fondale, i sommozzatori hanno individuato il corpo del ventenne a una cinquantina di metri dal punto in cui era stato visto per l’ultima volta. Giaceva immobile, a circa sei metri di profondità, intrappolato dalla forza dell’acqua. Le operazioni di recupero sono state delicate e complesse. Una volta riportato a riva, il personale medico del Suem 118 ha tentato l’impossibile, praticando a lungo le manovre di rianimazione cardiopolmonare. Ogni sforzo, però, si è rivelato vano. Al medico non è rimasto altro che constatare il decesso per annegamento.
Sulla riva del torrente, illuminata dalle luci fredde dei mezzi di soccorso, è calato un silenzio carico di dolore e incredulità. I Carabinieri della locale stazione hanno effettuato i rilievi di rito e raccolto le testimonianze degli amici del giovane, ancora sotto shock, per ricostruire con esattezza la dinamica della tragedia. Al momento si esclude l’ipotesi del gesto volontario o del coinvolgimento di terze persone: tutto lascia pensare a una drammatica fatalità, un destino crudele che ha trasformato un luogo di gioia in uno scenario di lutto. La comunità di Arsiero e dell’intero Alto Vicentino è ora stretta nel dolore per una vita spezzata troppo presto, in un pomeriggio di primavera che nessuno potrà dimenticare.


















