Liguria: poiana ferita da un colpo di fucile

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Bracconaggio ligure
Bracconaggio ligure

Un nuovo episodio di bracconaggio ha interessato il Levante ligure, dove i Carabinieri Forestali hanno soccorso una poiana in gravi condizioni. Il rapace, un esemplare di *Buteo buteo*, è stato immediatamente affidato alle cure del Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) dell’Enpa di Genova.

Gli esami clinici hanno rivelato un quadro drammatico: l’animale presentava una ferita profonda che ha causato la perdita irreversibile dell’occhio destro. Le radiografie, inoltre, hanno evidenziato la presenza di un pallino da caccia, rimasto conficcato nel cranio del volatile, a conferma inequivocabile dell’origine dolosa del ferimento.

Il personale veterinario dell’Enpa ha spiegato che la rimozione del proiettile è stata giudicata impossibile. “Un intervento chirurgico in quella sede sarebbe troppo rischioso per la sopravvivenza dell’animale”, hanno dichiarato dal centro, sottolineando la delicatezza della posizione del corpo estraneo.

Nonostante la gravità delle lesioni, la poiana ha mostrato una sorprendente forza vitale. L’intervento tempestivo dei soccorritori e dei medici ha permesso di medicare la lesione e avviare immediatamente le terapie antibiotiche e antinfiammatorie necessarie. Secondo gli operatori, il rapace sta reagendo in modo incoraggiante alle cure: ha ripreso ad alimentarsi autonomamente e dimostra un buon appetito, segnali considerati fondamentali per il suo percorso di recupero.

Il prossimo passo nel suo percorso riabilitativo, non appena le condizioni generali lo consentiranno, sarà il trasferimento in un’ampia voliera dedicata. In questa fase controllata, gli esperti valuteranno la sua capacità di adattarsi alla nuova condizione fisica. Sarà cruciale verificare se l’uccello riuscirà a orientarsi, volare e cacciare efficacemente nonostante la visione monoculare. Questa abilità è un requisito indispensabile per poter considerare un suo eventuale e sperato ritorno in natura.

L’Enpa di Genova ha colto l’occasione per denunciare con forza la piaga del bracconaggio, un fenomeno purtroppo ancora presente sul territorio. L’associazione ha definito questi atti come “gesti crudeli, inutili e privi di qualsiasi giustificazione”. Secondo i volontari, episodi come questo dimostrano “quanto alcune persone non siano ancora capaci di convivere con la fauna selvatica e di rispettare l’ambiente che le circonda”.

Questo fenomeno illegale rimane difficile da contrastare in modo capillare, nonostante l’impegno costante delle autorità e delle forze dell’ordine. A pagare il prezzo più alto sono sempre gli animali selvatici, vittime innocenti di violenza gratuita.

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