FareAmbiente: ambientalismo realista per l’Italia

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Approccio pragmatico
Approccio pragmatico

L’associazione FareAmbiente ha presentato a Roma il suo manifesto per un “ambientalismo realista”, un approccio pragmatico alla transizione ecologica delineato nel rapporto “Italia in transizione”. L’evento ha messo in luce una visione che si propone di superare le contrapposizioni ideologiche tra ecologia ed economia, cercando soluzioni concrete e sostenibili per il futuro del Paese.

Il presidente di FareAmbiente, Vincenzo Pepe, ha sottolineato come l’obiettivo sia promuovere una sostenibilità che dialoghi con il mondo produttivo, anziché ostacolarlo. Secondo questa filosofia, la tutela dell’ambiente non può prescindere dalla competitività delle imprese e dal benessere sociale. L’ambientalismo proposto è definito “di governo” perché mira a indicare politiche realizzabili, capaci di coniugare la difesa degli ecosistemi con le necessità dello sviluppo.

Un capitolo centrale del dibattito ha riguardato il settore agroalimentare e il ruolo della nutrizione. L’approccio realista si discosta dalle visioni che condannano a priori il consumo di carne e le proteine animali. Al contrario, ha evidenziato l’importanza di sostenere una zootecnia moderna e sostenibile, che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy e un presidio per molti territori rurali. L’equilibrio nutrizionale, che include un apporto bilanciato di proteine, è stato difeso come parte di un modello alimentare sano e non punitivo, in linea con la Dieta Mediterranea.

La discussione si è poi allargata alla transizione energetica. FareAmbiente ha promosso un approccio tecnologicamente neutrale, che non escluda a priori nessuna fonte energetica, purché sicura e a basse emissioni. L’idea è quella di un mix energetico diversificato che garantisca sicurezza e costi accessibili per famiglie e industrie, senza rincorrere obiettivi irrealistici che potrebbero compromettere il sistema produttivo nazionale. Si è parlato quindi di un percorso graduale, basato sull’innovazione e sulla ricerca scientifica, come motori principali del cambiamento.

In conclusione, il messaggio lanciato è stato quello di un grande patto per il futuro, un’alleanza tra mondo ambientalista, istituzioni, imprese e cittadini. Un percorso fondato sulla scienza e sul buon senso, lontano dai fondamentalismi, per costruire un’Italia che sia allo stesso tempo più verde e più prospera, valorizzando le sue specificità e il suo ingegno.

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