Jannik Sinner si prepara ad affrontare un vero e proprio tour de force. L’atleta italiano, dopo un inizio di stagione trionfale, è atteso da due degli appuntamenti più importanti e faticosi del circuito: gli Internazionali d’Italia a Roma e il Roland Garros a Parigi. Una cavalcata che metterà alla prova la sua resistenza fisica e mentale.
La stanchezza è un fattore, come lui stesso ha ammesso, ma fa parte del gioco per chi punta all’eccellenza. Per conquistare sia il trofeo del Foro Italico che lo Slam parigino, Sinner dovrebbe affrontare un percorso eccezionale. Il calcolo ipotetico parla di 13 incontri aggiuntivi, che sommati a quelli già disputati da inizio marzo lo porterebbero a un totale di 36 partite in 93 giorni.
Si tratterebbe di una media di un match ogni 62 ore, un ritmo quasi sovrumano che testimonia l’incredibile sforzo richiesto ai vertici del tennis mondiale. Gli obiettivi, d’altronde, sono altissimi. A Roma, Sinner cercherà di conquistare il Masters 1000 di casa, un’impresa che manca a un tennista italiano da quasi cinquant’anni.
A Parigi, invece, l’obiettivo sarà dare seguito alla straordinaria vittoria agli Australian Open di inizio anno, continuando la caccia ai tornei del Grande Slam. Il successo in entrambi i tornei non solo cambierebbe la sua storia personale, ma anche quella del tennis italiano. Per riuscirci, Sinner dovrà fare affidamento sulle sue doti di maratoneta, sviluppate e perfezionate negli ultimi due anni.
Fino a qualche tempo fa, la resistenza e il recupero fisico, specialmente nei match al meglio dei cinque set, rappresentavano uno dei suoi punti deboli. Oggi la situazione si è ribaltata. Grazie al lavoro con i suoi allenatori, Simone Vagnozzi e Darren Cahill, i progressi nella crescita fisica sono stati impressionanti, senza alterare gli equilibri del suo tennis.
“Fisicamente sto bene”, ha dichiarato Sinner, “ma ora è anche bello recuperare. Soprattutto mentalmente ho dato molto”. La gestione delle energie, fisiche e nervose, sarà determinante. L’atleta e il suo team curano ogni dettaglio, dal sonno, considerato fondamentale per il recupero, alla programmazione degli allenamenti.
La sua capacità di gestire la pressione e le fatiche accumulate è emersa con forza nei recenti tornei, dove ha dimostrato una maturità eccezionale. Le settimane di allenamento mirato, focalizzate sulla reattività neuromuscolare e sulla resistenza ai fattori ambientali, hanno contribuito a costruire l’atleta completo che è oggi. La fase sulla terra rossa, la superficie più dispendiosa, rappresenta il banco di prova definitivo per la sua condizione.









