Il quadro per la corsa alla presidenza della Federcalcio si sta definendo. I due principali candidati, Giancarlo Abete e Giovanni Malagò, hanno concluso il loro ciclo di incontri con le componenti chiamate al voto il 22 giugno. L’ultimo confronto si è svolto in videoconferenza con i club di Serie C e il presidente della Lega Pro, Matteo Marani.
Con questo incontro si chiude la fase preliminare di dialogo. Entrambi i candidati attendono ora di avere un quadro definitivo del consenso prima di formalizzare la propria posizione. Il termine ultimo per la presentazione delle candidature è stato fissato per il 13 maggio.
La situazione attuale vede Giovanni Malagò in posizione di vantaggio. Il presidente del CONI ha incassato il consenso della Lega Serie A, dell’Associazione Calciatori e dell’Associazione Allenatori. A questi si aggiunge una parte dei votanti della LND, un pacchetto di voti che sulla carta gli permetterebbe già di superare la soglia del 50%.
Dall’altra parte, Giancarlo Abete, attuale presidente della LND, conterà sul sostegno della sua componente, sebbene non sia previsto un voto compatto. Per completare lo scenario, si attendono ora gli orientamenti di voto della Lega Serie B e della stessa Lega Pro, le cui decisioni sono previste a breve.
Al termine del confronto, la Lega Pro ha ribadito la propria linea con una nota ufficiale. I club di Serie C hanno sottolineato che l’attenzione è focalizzata sui programmi e sulle proposte concrete per la futura governance federale, piuttosto che sui singoli nomi. L’obiettivo è ottenere risposte a criticità sistemiche, nel segno dell’unità.
In linea con un documento programmatico già condiviso, la Lega Pro ha posto sul tavolo alcune questioni prioritarie. Tra queste spiccano gli investimenti sui giovani, da attuare con un impegno sulla ‘Riforma Zola’, e la revisione della normativa sul vincolo sportivo, considerata un ostacolo allo sviluppo dei talenti.
Un altro punto fondamentale riguarda la sostenibilità economica dei club. La Lega ha ricordato le iniziative già intraprese, come l’introduzione di indicatori di liquidità e l’implementazione di un Salary Cap operativo dalla prossima stagione. Durante il confronto, Abete e Malagò hanno illustrato le proprie linee programmatiche e le ragioni della candidatura.












