L’addio a Beccalossi con la maglia numero 10 dell’Inter

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Cronache sport calcio
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La chiesa Conversione di San Paolo, in provincia di Brescia, si è riempita per l’ultimo saluto a Evaristo Beccalossi, storico fantasista scomparso nei giorni scorsi. Centinaia di persone hanno partecipato alle esequie per rendere omaggio al “Becca”, radunandosi con commozione sia all’interno che all’esterno dell’edificio. Un tributo corale per un calciatore che ha lasciato un segno indelebile grazie alla sua tecnica e alla sua fantasia, capaci di incantare intere generazioni.

Sul feretro sono state poste la sciarpa dell’Inter e la sua indimenticabile maglia numero 10 nerazzurra, il simbolo più iconico della sua carriera. Accanto a queste, è stata collocata anche una maglia dell’Union Brescia, a testimonianza del legame profondo con le sue origini calcistiche e con la sua città natale, che non lo ha mai dimenticato.

La moglie Daniela e la figlia Nagaja hanno accolto amici, autorità e i numerosi volti del mondo del calcio arrivati a Brescia per salutare un compagno e un amico. L’Inter ha inviato una delegazione ufficiale guidata dal vicepresidente Javier Zanetti, che includeva anche Pio Esposito, Beppe Baresi e Francesco Toldo. Un segnale forte della vicinanza del club alla famiglia e del rispetto per la sua storia.

Tra i primi banchi hanno preso posto figure chiave della sua carriera, come l’ex direttore sportivo nerazzurro Marco Branca e compagni di squadra indimenticabili quali Beppe Bergomi, Lele Oriali, Giancarlo Pasinato e Alessandro Scanziani. Presenti anche Mattia Altobelli, figlio del suo partner d’attacco ‘Spillo’, e il cantante Max Pezzali, grande amico e noto tifoso interista.

Il legame di Beccalossi con l’Inter è stato profondo, culminato con la vittoria dello Scudetto nella stagione 1979-1980, di cui è stato uno dei principali artefici. Il suo talento geniale e il suo carattere schietto lo hanno reso un’icona non solo per i tifosi nerazzurri, ma per tutti gli appassionati di calcio degli anni Settanta e Ottanta. La sua abilità nel dribbling e la visione di gioco lo hanno consacrato come uno dei numeri 10 più amati.

La cerimonia si è svolta in un’atmosfera di grande partecipazione, unendo nel ricordo persone provenienti da epoche e club diversi. Un’ulteriore dimostrazione di come Beccalossi sia stato una figura trasversale, rispettata e amata da tutto l’ambiente sportivo. Il mondo del calcio ha così salutato un campione unico, un uomo che ha saputo interpretare il suo ruolo con estro e passione, lasciando un’eredità che va ben oltre i trofei vinti.

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